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Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXVII - n. 9
Settembre 2005
Endometriosi: il punto di vista dell’anatomo-patologo.
Valutazioni morfologiche ed immunoistochimiche
G.F. ZANNONI, V.G. VELLONE
Per endometriosi si intende la presenza di tessuto
endometriale al di fuori dell'endometrio e del miome-
trio (1). Usualmente entrambe le componenti epiteliale
e stromale sono presenti, ma in alcuni casi la diagnosi di
endometriosi può essere posta anche in presenza di una
soltanto delle due.
L'endometriosi coinvolge circa il 10% della popola-
zione femminile in età fertile e meno del 5% delle lesio-
ni si riscontrano in donne in menopausa. È la principale
causa di dismenorrea e dolore pelvico cronico nelle
adolescenti (almeno il 50% delle adolescenti che soffre
di tali sintomi ha l'endometriosi).
Nella nostra istituzione (Policlinico Gemelli) nel
periodo sett 1999-sett 2004 sono stati esaminati 1.560
casi istologici di endometriosi provenienti da 1.114
donne sottoposte ad esame bioptico.
In particolare nel solo anno 2003 sono state esami-
nate 330 biopsie di 228 donne con un'età media di 35
anni. La sede più frequentemente coinvolta è stata l'o-
vaio sinistro, seguito dall'ovaio destro e dal legamento
utero sacrale (Tab. 1).
Macroscopicamente l'endometriosi può presentarsi
in varie morfologie: può avere aspetti polipoidi, cistici
oppure fibrotici con quadri di tipo infiammatorio. Può
presentare anche diverso colore, dal rosso intenso al
marrone, dal giallo al nero.
Istologicamente è costituita generalmente dalla pre-
senza di epitelio e stroma. L'epitelio può disporsi lungo
una parete per rivestire una cavità cistica e solitamente
appare monostratificato oppure può disporsi in struttu-
re ghiandolari. Spesso, nello stroma sono evidenti
macrofagi pigmentiferi con pigmento bilirubinico nel
citoplasma (Fig. 1). L'epitelio ha un aspetto tipico ed è
osservabile in vari fasi di ciclo, predominantemente in
fase proliferativa.
Recentemente Abrao et al. (2) hanno proposto una
classificazione in quattro differenti quadri morfologici
(pattern ghiandolare ben differenziato, pattern stroma-
le puro, pattern ghiandolare a differenziazione mista e
pattern ghiandolare indifferenziato) notando una cor-
relazione con lo stadio della malattia e la sintomatologia
della stessa.
Il pattern ghiandolare ben differenziato è caratteriz-
zato dalla presenza di un epitelio di superficie tipico in
cui le cellule sono assolutamente uguali a quelle dell'en-
dometrio tipico nelle varie fasi del ciclo. Nel pattern
stromale puro non si osserva componente ghiandolare
essendo la lesione costituita solamente da cellule stro-
mali. Il pattern ghiandolare a differenziazione mista è
costituito da epitelio tipico in combinazione con epite-
lio indifferenziato e talora può mostrare aspetti meta-
plastici di tipo mucinoso o sieroso. Infine, il pattern
ghiandolare indifferenziato è composto da epitelio piat-
to o lievemente cubico che assomiglia al mesotelio peri-
toneale.
In base a tale classificazione Abrao et al. hanno
notato l'esistenza di una correlazione fra i singoli pat-
terns e la risposta ai trattamenti, la presenza di infertilità
e l'intensità del dolore. Nella maggior parte delle donne
in cui venivano riscontrate lesioni ben differenziate l'an-
damento clinico era più favorevole rispetto alle donne
con lesioni indifferenziate (2).
Se è vero che la diagnosi di endometriosi dal punto
di vista istologico è piuttosto agevole è altresì vero che
alcune lesioni possono essere difficili da interpretare
con la sola colorazione classica di ematossilina-eosina e
possono quindi richiedere l'impiego di tecniche immu-
noistochimiche. Tale situazione può realizzarsi nei casi
in cui l'epitelio appare così indifferenziato da non asso-
migliare all'epitelio endometriale oppure nei casi di pat-
tern stromale puro in cui le cellule stromali possono
essere morfologicamente confuse con accumuli di
linfociti. L'impiego dell'immunoistochimica può essere
utile anche nei casi in cui l'endometriosi si ritrova in sedi
atipiche (3) oppure nei rari casi in cui un adenocarcino-
ma endometrioide del colon si sviluppa da un’endome-
triosi e deve essere tenuto distinto da un adenocarcino-
ma colico.
Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Istituto Anatomia Patologica
© Copyright 2005, CIC Edizioni Internazionali, Roma
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Nella pratica quotidiana i marcatori immunoistochi-
mici utili sono cheratine 7, CA 125 e CD10. Le cherati-
ne 7 marcano alcuni epiteli fra cui caratteristicamente
quelli derivati dal dotto di Mueller, gli epiteli polmonari
e bilio-pancreatici. Il Ca 125, è secreto dalle cellule epi-
teliali endometriosiche e si ritrova dunque nel loro cito-
plasma. Il CD10, infine, è un ottimo marcatore per le
cellule stromali, sebbene sia positivo anche nelle cellule
neoplastiche renali e talvolta nelle cellule mesoteliali (4,
5, 6).
Un problema di attualità e talvolta riscontrabile nella
pratica clinica riguarda l'associazione fra endometriosi e
neoplasia. Il rischio globale di sviluppare un tumore da
una lesione di endometriosi è stimabile attorno all'1%.
La relazione fra neoplasia ed endometriosi è stata
descritta già nel 1925: in un celebre lavoro, Sampson
individuò i tre criteri per stabilire che una neoplasia ori-
gini da un’endometriosi: 1) evidenza di endometriosi nei
pressi del tumore; 2) l'assenza di altre sedi possibili di
partenza del tumore; 3) l'aspetto istologico della neopla-
sia deve essere compatibile con una forma a partenza
endometriale (1, 7). Gli istotipi più frequenti sono il car-
cinoma a cellule chiare e l'adenocarcinoma endometrioi-
de; meno frequentemente si osservano carcinomi siero-
si, tumori mesodermici misti maligni e adenosarcomi.
Nel processo di evoluzione maligna dell'endometriosi
sono stati considerati vari fattori molecolari.
Probabilmente una ridotta espressione di hMLH1 e
G.F. Zannoni e Coll.
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Fig. 1 - Focolaio di endometriosi con epitelio endometriale tipi-
co e stroma citogeno.
Fig. 2 - Immunoistochimica: CD10 positività delle cellule stro-
mali.
Fig. 3 - Immunoistochimica: CA 125 positività delle cellule
epiteliali.
Fig. 4 - Endometriosi atipica: poliformismo nucleare ed ampio
citoplasma eosinofilo delle cellule epiteliali.
Fig. 5 - Tumore mucinoso borderline tipo endocervicale: si
associa nel 30% dei casi ad endometriosi.
PTEN è coinvolta nell'evoluzione maligna (8). hMLH1
è una importante componente del sistema riparativo del
DNA durante la fase di replicazione: un suo corretto
funzionamento consente di annullare i danni di replica-
zione del DNA microsatellitare; ovviamente una sua
diminuita espressione si traduce in una maggiore possi-
bilità di introdurre errori di replicazione che possono
accumularsi negli oncogeni o nei geni soppressori e
determinare l'inizio della carcinogenesi. PTEN, invece, è
un gene soppressore implicato nelle fasi precoci della
carcinogenesi endometriale ed ovarica (9).
Ben nota è anche l'associazione fra endometriosi e
tumore borderline mucinoso di tipo endocervicale.
Quest'ultima entità si associa in oltre il 30% dei casi ad
endometriosi. Ha un andamento clinico benigno. Un
tempo si pensava che mostrasse un comportamento cli-
nico analogo al tumore borderline sieroso, ma un
recente lavoro, ha dimostrato che l'associazione con
impianti è piuttosto rara e che l'andamento è pratica-
mente sempre favorevole (10).
Il 2% delle endometriosi mostra atipie cellulari che
si manifestano con ipercromatismi nucleari, nuclei irre-
golari e ampio citoplasma spesso eosinofilo (Fig. 4). Le
endometriosi che evidenziano tali irregolarità vengono
definite endometriosi atipiche.
Non si conosce a tutt'ora il significato biologico di
questa entità ma la presenza di endometriosi atipica in
almeno il 50% delle endometriosi associate a neoplasie
suggerisce l'ipotesi che potrebbe trattarsi di un iniziale
evento morfologico di progressione tumorale. Inoltre
la focale presenza di infiltrato flogistico prevalentemen-
te granulocitario e l'aspetto hob-nail richiamano gli
aspetti istologici del tumore borderline mucinoso endo-
cervicale, la cui associazione con l'endometriosi è stata
già dimostrata.
Endometriosi: il punto di vista dell’anatomo-patologo. Valutazioni morfologiche ed immunoistochimiche
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TABELLA 1 - DISTRIBUZIONE PER SEDE DEI CASI DI ENDOMETRIOSI DIAGNOSTICATI NELL’ISTITUTO
DI ANATOMIA PATOLOGICA DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE, NELL’ANNO 2003.
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G.F. Zannoni e Coll.
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