Endometriosi e cancro

2005 · vol. 27(9) , pp. 364–370 · W1538639966
article OA: green CC0
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AI-generated summary by claude@2026-06, 2026-06-08

Endometriosis, a common condition in reproductive-aged women, is associated with an increased risk of developing various extrauterine cancers, particularly ovarian cancer.

One-sentence paraphrase of the abstract; not a substitute for reading it. No clinical advice. How this works

AI-generated deep summary by claude@2026-06, 2026-06-08

The paper reviews the relationship between endometriosis and cancer, emphasizing epidemiologic links and histopathologic evidence for progression in a subset of cases. It describes how endometriosis is associated with increased risks of ovarian and extra-ovarian malignancies, and discusses pathologic criteria and limits of evidence for direct emergence of cancer from endometriosis, noting that clear transition zones are seen in only about a quarter of endometriosis-associated ovarian carcinomas, while endometriosis deposits are more frequent in certain histotypes. It further summarizes molecular alterations reported in endometriosis and their proposed roles in precancerous progression, including PTEN mutation, h-MLH1 silencing, p-53 overexpression, increased Ki-67, DNA aneuploidy, LOH, aromatase activity, and COX-2 overexpression, including the authors’ own immunohistochemical findings in 136 endometriosis cases. The paper highlights that data are not yet sufficient in some areas, such as COX-2 expression differences across endometriosis stages and uncertainty about aromatase expression in typical versus atypical lesions and EAOC, and it explicitly presents COX-2 context using their series rather than providing a comprehensive limitation assessment. This paper is centrally about endometriosis — it focuses on how endometriosis relates to cancer risk and potential molecular/histopathologic progression pathways, including specific mention of adenomyosis in the COX-2 comparison.

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Abstract

364 L’endometriosi e una condizione patologica largamente diffusa, che consiste nella presenza di tessuto endometriale, ghiandolare e stromale, al di fuori della normale sede uterina. Essa incide principalmente nelle donne in eta riproduttiva (prevalenza 5-15%) ed in minor misura anche in eta post-menopausale (prevalenza 3-5%) (1, 2). Nei sottogruppi di donne con dolori pelvici e problemi di infertilita la prevalenza risulta ancora maggiore, variando dal 20 al 90 % (3). Sebbene l’endometriosi segua comunemente un decorso benigno, da alcuni anni sono emerse numerose evidenze che indicano in essa un possibile precursore di forme sporadiche di carcinoma a sede extrauterina (ovarica ed extraovarica). E nota una stretta correlazione di carattere epidemiologico tra endometriosi e cancro: le due patologie condividono infatti “fattori di rischio” e “marker di esposizione non bilanciata ad un eccesso di estrogeni”, come il menarca precoce, le irregolarita mestruali, la bassa parita, la scarsa attivita fisica, l’uso di alcolici e caffeina e la terapia ormonale sostitutiva (4-6). Inoltre, le donne affette da endometriosi sembrano avere un rischio di sviluppare un carcinoma ovarico, da 3.1 (7) a 5 volte piu elevato (8). Infatti, il carcinoma ovarico e presente maggiormente in donne affette da endometriosi (1.5% vs 0.04% nella popolazione generale) (9) e, viceversa, l’endometriosi ha un’incidenza maggiore in donne affette da carcinoma ovarico (8-30%) (10). Infine, donne affette da endometriosi hanno un aumentato rischio anche di neoplasie extra-ovariche ed extra-peritoneali quali carcinoma mammario, melanoma, linfoma non-Hodgkin, neoplasie endocrine e cerebrali (11). Alcune evidenze istopatologiche dimostrano, in alcuni casi, la diretta provenienza del tessuto neoplastico dall’endometriosi, definendo l’esistenza di una categoria di carcinomi ovarici insorti su endometriosi (EAOC), nel rispetto dei criteri stabiliti da Samson (12) e Scott (13) (Tab. 1). In realta, e possibile individuare una vera “zona di transizione”, (ossia di continuita tra aree di endometriosi atipica e aree di carcinoma) solo nel 25% dei campioni provenienti da EAOC (14). D’altra parte, anche in assenza di aree di transizione, e possibile individuare una stretta associazione con depositi di endometriosi in oltre il 20-30% dei casi di carcinoma endometrioide (EC) e nel 40-60% di carcinoma a cellule chiare (CCC) (15). E verosimile tuttavia che cio si verifichi con una frequenza ancora maggiore, dal momento che il tessuto neoplastico, esprimendo un vantaggio proliferativo, tende a mascherare del tutto i focolai di endometriosi su cui e insorto (16). Secondo alcune osservazioni, addirittura il 60-80% dei casi di EAOC insorgerebbe su focolai di endometriosi con caratteri di “atipia” (17). Questi dati assumono particolare rilievo se si considera che caratteri di atipia cellulare (come l’ingrandimento e l’ipercromatismo nucleare) e architetturale (come la proliferazione ghiandolare e la formazione di aggregati cellulari irregolari) sono riconoscibili nel 12-35% delle endometriosi ovariche (9). In aggiunta, e facile riconoscere nell’endometriosi numerose caratteristiche biologiche comuni alle neoplasie: 1) autosufficienza nei segnali di proliferazione; 2) insensibilita ai segnali anti-proliferativi; 3) resistenza all’apoptosi; 4) potenziale replicativo illimitato; 5) invasione tissutale e disseminazione a distanza; 6) instabilita genomica; 7) anomalie dell’immunita umorale; 8) monoclonalita. Tali capacita sono sostenute da numerose evidenze molecolari, che sostengono l’ipotesi di Universita Cattolica del Sacro Cuore, Roma Divisione di Ginecologia Oncologica

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