Endometriosi con infiltrazione profonda
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Abstract
Le due piu significative forme cliniche di presentazione dell'endometriosi profonda sono l'endometriosi del setto retto-vaginale e l’endometriosi vescicale. In questi casi lo scarso connettivo lasso presente nello spazio retto-vaginale e vescico-vaginale viene infiltrato da noduli endometriosici a prevalente composizione fibrotica. Per la gran parte dei casi sintomatici, la chirurgia sembra essere l'unico trattamento efficace. Per quanto riguarda i casi piu semplici, il trattamento piu adeguato sembra essere la sola escissione del nodulo endometriosico; nei casi in cui vi sia coinvolgimento del retto o della vescica, la chirurgia prevede anche l'esecuzione di resezioni anche totali di tali organi. Abbiamo valutato i risultati a lungo termine in due serie di pazienti sottoposte a chirurgia conservativa per endometriosi del setto retto-vaginale o vescico-vaginale.
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Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXVII - n. 9
Settembre 2005
Endometriosi con infiltrazione profonda
L. FEDELE, N. BERLANDA, A. BULFONI, E. FONTANA, S. BERTINI, G. BULFAMANTE*
361
Introduzione
Le due più significative forme cliniche di presenta-
zione dell'endometriosi profonda sono l'endometriosi
del setto retto-vaginale e l’endometriosi vescicale. In
questi casi lo scarso connettivo lasso presente nello spa-
zio retto-vaginale e vescico-vaginale viene infiltrato da
noduli endometriosici a prevalente composizione
fibrotica. Per la gran parte dei casi sintomatici, la chirur-
gia sembra essere l'unico trattamento efficace. Per
quanto riguarda i casi più semplici, il trattamento più
adeguato sembra essere la sola escissione del nodulo
endometriosico; nei casi in cui vi sia coinvolgimento del
retto o della vescica, la chirurgia prevede anche l'esecu-
zione di resezioni anche totali di tali organi. Abbiamo
valutato i risultati a lungo termine in due serie di pazien-
ti sottoposte a chirurgia conservativa per endometriosi
del setto retto-vaginale o vescico-vaginale.
Materiali e metodi
Abbiamo valutato 83 pazienti operate per endome-
triosi del setto retto-vaginale e 47 operate per endome-
triosi vescicale. Tutti gli interventi sono stati eseguiti tra
il 1989 ed il 2002 presso il Centro di riferimento per
l'endometriosi negli ospedali universitari di Milano e
Verona.
Gli interventi per l'endometriosi del setto retto-
vaginale sono stati eseguiti secondo tecnica standard;
nei casi con infiltrazione vescicale, la chirurgia è stata
modulata sulla base della localizzazione della lesione. In
presenza di un singolo nodulo endometriosico a livello
della cupola vescicale, è stata eseguita una cistectomia
parziale transparietale, per via laparotomica fino al
1995, e successivamente utilizzando un approccio lapa-
roscopico. È stata utilizzata la transilluminazione cisto-
scopica per meglio definire i margini della lesione e per
risparmiare al massimo il tessuto mucoso sano.
L'incisione vescicale è stata riparata con sutura in dop-
pio strato continua con Vicryl 3/0. Quando la lesione
endometriosica coinvolgeva la base vescicale, abbiamo
eseguito i seguenti step chirurgici:
1. cistoscopia e cateterizzazione bilaterale degli ureteri
2. dissezione completa dello spazio utero-vescicale
con separazione della vescica dalla regione istmica
3. cistectomia parziale con massimo risparmio della
mucosa sana
4. resezione di 0.5-1cm in profondità della parete ute-
rina adiacente il nodulo vescicale per rimuovere
qualsiasi focus di adenomiosi presente al di sotto
della lesione vescicale
5. riparazione della vescica come prima descritto e
chiusura della parete uterina anteriore con sutura a
punti staccati in Vicryl 2/0.
Il passaggio n. 4 è stato effettuato sistematicamente
a partire dal 1995.
Prima dell'intervento e durante le visite di follow up,
è stato chiesto ad ogni paziente di riempire un questio-
nario sui principali sintomi dolorifici. In particolare il
questionario per le donne affette da endometriosi retto-
vaginale era focalizzato sulla dismenorrea, dispareunia,
dolore pelvico, dischezia, dolore pelvico durante l'atti-
vità fisica, dolore lombo-sacrale, costipazione o diarrea.
Il questionario per le donne con endometriosi vescicale,
invece, era focalizzato sulla severità dell'urgenza, fre-
quenza e dolore alla minzione durante le mestruazioni.
Abbiamo calcolato la percentuale di pazienti con
ricorrenza dei noduli endometriotici, la ricorrenza dei
sintomi e l'esigenza di nuovo trattamento, per mezzo di
analisi di sopravvivenza usando il metodo del Kaplan-
Meier-Meier (SPSS 11.5).
Risultati
Le caratteristiche delle pazienti sono indicate nella
Tabella 1.
Endometriosi rettovaginale
La resezione della vescica è stata effettuata in 32
(38.5%) pazienti. Il follow-up postoperatorio è stato
Università degli Studi di Milano
Clinica Ostetrica e Ginecologica
*Istituto di Anatomia Patologica
Ospedale San Paolo
raccolto in 78 pazienti (94%), una paziente è stata rio-
perata per via laparotomica dopo la resezione vescicale
a causa di un'occlusione ileale, in due casi è stata neces-
saria una trasfusione di sangue durante il periodo
postoperatorio ed infine abbiamo osservato un'atonia
vescicale in 3 pazienti, che avevano effettuato una rese-
zione sigmoidorettale, risoltasi spontaneamente dopo
10 giorni, 1 mese e 6 mesi.
La ricorrenza di un sintomo dolorifico (dismenor-
rea, dolore pelvico o dispareunia) da moderato a seve-
ro, è stata riscontrata in 21 pazienti, con un tasso cumu-
lativo di ricorrenza del 28% a 36 mesi. La ricorrenza di
endometriosi profonda, all’esame clinico o all’esame
ecografico transrettale, è stata rilevata in 25 pazienti,
equivalenti ad un tasso cumulativo di ricorrenza del
34.2% a 36 mesi. 21 pazienti hanno richiesto un nuovo
intervento chirurgico e/o un trattamento con agonisti
del GnRH a causa della ricorrenza di endometriosi
profonda, con un tasso cumulativo del 27% a 36 mesi.
Diciassette donne sterili sono rimaste gravide durante il
follow-up equivalente al 34% delle donne che desidera-
vano concepire prima del trattamento chirurgico.
Endometriosi vescicale
Quattordici pazienti hanno avuto un nodulo endo-
metriosico della cupola vesicale, mentre in 33 è stata
colpita la base vesicale con la partecipazione del setto
vescico-uterino. Nessuna complicanza intraoperatoria è
stata registrata, mentre 8 pazienti hanno avuto febbre
postoperatoria. In tre casi, il nodulo ha raggiunto il tri-
gono vesicale vicino ai meati ureterali; un catetere ure-
terale a doppio-J è stato lasciato per 30 giorni. Durante
il follow-up 11 donne sono rimaste gravide, 9 di loro
hanno portato a termine la gravidanza, mentre 2 hanno
avuto un aborto spontaneo. Una paziente è andata in
menopausa 6 anni dopo la chirurgia ed un'altra ha subi-
to l'isterectomia totale e l’annessectomia bilaterale per
fibromatosi uterina 5 anni dopo l'intervento.
La ricorrenza almeno di un sintomo (urgenza, fre-
quenza, dolore durante la minzione) di intensità da
moderato a severo, si è presentata in 8 donne, con un
tasso cumulativo di ricorrenza del 17.5% a 36 mesi. La
ricorrenza clinica e strumentalmente provata è stata
osservata in 5 donne, con un tasso cumulativo di ricor-
renza del 10.9% a 36 mesi. Fra le 8 pazienti con ricor-
renza sintomatica, 2 precedentemente avevano subito
una laparoscopia e sono state rioperate per via laparo-
tomica, in 3 casi è stato inserito uno IUD a rilascio di
LNG ed in altri 3 sono stati somministrati gli anticonce-
zionali orali a regime continuo. Tutte le ricorrenze sono
state osservate fra le pazienti che avevano il coinvolgi-
mento della base vescicale, mentre tutte le pazienti trat-
tate per una lesione della cupola vescicale sono rimaste
asintomatiche. I tassi cumulativi di ricorrenza a 36 mesi
erano 24.7% e 0% (P <0.05) per la ricorrenza dei sinto-
mi e 15.5% e 0% (P non significativo) per l'evidenza di
ricorrenza clinico-strumentale delle lesioni nei due
gruppi rispettivamente.
Discussione
Endometriosi del setto retto-vaginale
I nostri risultati mostrano che solamente il 25% circa
delle pazienti sottoposte ad un trattamento chirurgico
conservativo per endometriosi del setto retto-vaginale
presentano una recidiva dei sintomi entro 3 anni dall'in-
tervento. Il tasso di ricorrenza nel nostro studio è più
alto rispetto a quello osservato nei casi in cui vi sia asso-
ciazione con endometriosi a livello ovarico o peritonea-
le, il cui tasso di ricorrenza cumulativo è risultato del
12% a 48 mesi (1) e del 19% dopo 5 anni (2). Questo
risultato non deve sorprendere se consideriamo le diffi-
coltà nell'escissione delle lesioni endometriosiche i cui
margini sono spesso mal definibili e risultano essere per-
tanto un esercizio davvero impegnativo anche per il chi-
L. Fedele e Coll.
362
TABELLA 1 - CARATTERISTICHE DELLE PAZIENTI SOTTOPOSTE A CHIRURGIA PER ENDOMETRIOSI PROFONDA.
Endometriosi retto vaginale Endometriosi vescicale
(n=83) (n=47)
Età (media±SD) 30.5±4.05 30.5±3.2
Precedente intervento 48(57.8%) 17 (36.2%)
per endometriosi
Approccio chirurgico 62 (74.7%) 29 (61.7%)
Laparotomia 21 (25.3%) 18 (38.3%)
Laparoscopia
Follow up (mesi, 37.5±20.04 media±SD) 33.5±20.1
rurgo più esperto; spesso, inoltre, tali lesioni interessano
gli organi vicini come il retto, gli ureteri o i vasi sanguigni
pelvici. Durante il follow-up 21 pazienti hanno ricevuto
un secondo trattamento, medico o chirurgico. Kavallaris
et al. (3) hanno ottenuto risultati migliori praticando una
resezione in blocco combinata per via laparoscopica-
vaginale, del cul-de-sac con una resezione parziale della
parete vaginale posteriore e del retto ed una successiva
reanastomosi per via minilaparotomica, riportando un
tasso di ricorrenza dopo 32 mesi del solo 4%.
In conclusione, i nostri dati dimostrano che un trat-
tamento chirurgico conservativo porta ad un migliora-
mento dei sintomi in I delle pazienti.
Endometriosi vescicale
I nostri dati dimostrano che il trattamento chirurgi-
co conservativo per l'endometriosi vescicale porta ad
una scomparsa dei sintomi nell'80% dei casi. Nei casi in
cui venga colpita la cupola vescicale, il tasso di successo
raggiunge il 100% circa, mentre nei casi con coinvolgi-
mento della base vescicale e del setto vescico-uterino si
ha un tasso di ricorrenza dei sintomi del 25% dopo 3
anni. In questi casi un’asportazione radicale delle lesioni
che includano il nodulo endometriosico ed una porzio-
ne di miometrio adiacente la lesione stessa, porta ad un
tasso di ricorrenza minore. Secondo la nostra opinione
due fattori sono responsabili del maggior tasso di ricor-
renza nei casi di endometriosi della base vescicale. Il
primo è connesso con la stessa chirurgia a causa della
stretta vicinanza tra la lesione, il muscolo detrusore e gli
sbocchi ureterali, il che ovviamente limita l'estensione
della resezione. In secondo luogo, riteniamo che la
ricorrenza possa derivare da foci di adenomiosi a livello
della parete uterina anteriore (4). Questa ipotesi è sup-
portata dall'osservazione che i tassi di ricorrenza sono
minori in quelle pazienti in cui viene praticata una rese-
zione di parte del miometrio della parete anteriore. In
conclusione possiamo dire che il trattamento chirurgico
conservativo dell'endometriosi vescicale sembra essere
efficace nell'assicurare una scomparsa della sintomato-
logia in tutti i casi in cui sia coinvolta la cupola vescicale,
mentre i tassi di successo nei casi con lesioni profonde
che coinvolgano la base vescicale ed il setto vescico-ute-
rino, sono inferiori non essendo possibile effettuare
sempre una chirurgia radicale.
Endometriosi con infiltrazione profonda
363
Bibliografia
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Cites (4)
- Conservative laparoscopic excision of endometriosis by sharp dissection: life table analysis of reoperation and persistent or recurrent disease 1991
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- Histopathological extent of rectal invasion by rectovaginal endometriosis via openalex
- Recurrence of ovarian endometrioma after laparoscopic excision via openalex
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- openalex
- last seen: 2026-06-10T17:14:06.276822+00:00
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