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Introduzione
Con il termine “endometriosi” si definisce una con-
dizione in cui isole di endometrio risultano dissemina-
te al di fuori della cavità dell’utero, con la conseguente
crescita di tessuto endometriale in sedi anomale.
Rappresenta una malattia sistemica degli epiteli ce-
lomatici a prevalente localizzazione pelvica.
Viene differenziata in adenomiosi o endometriosi in-
terna (quando si ha la metaplasia del miometrio in sen-
so endometriosico) ed endometriosi esterna pelvica
(quando l’endometrio ectopico si trova sul peritoneo pel-
vico o negli altri organi pelvici-ovaie, legamenti uterini,
setto retto-vaginale, tube, vescica, sigma).
Dato che l’endometriosi si può repertare in organi
e tessuti al di fuori e lontani dalla pelvi - vulva, ombe-
RIASSUNTO: Localizzazioni atipiche dell’endometriosi: nostra espe-
rienza.
V. RAGUCCI, MARCELLODI SERIO, MAURIZIODI SERIO, M.L. FALCO,
A.E. PARETO, A. TOLINO
Obiettivo del nostro studio è quello di sottolineare le difficoltà dia-
gnostiche legate a localizzazioni atipiche di una patologia dal sempre
maggiore interesse ginecologico, quale l’endometriosi.
Lo studio è stato condotto dal dicembre 2005 al novembre 2008
su 5 casi di endometriosi cutanea ed inguinale. Tre delle cinque pa-
zienti sono giunte alla nostra osservazione presentando una tumefa-
zione, di dimensioni variabili, a livello dei margini cicatriziali della
pregressa incisione secondo Pfannestiel (due per parto ed una per mio-
mectomia); una paziente presentava tale tumefazione in corrispon-
denza del punto di infissione dell’ago dell’amniocentesi e la quinta pa-
ziente, infine, a livello inguinale. La diagnosi è stata effettuata, in pri-
ma istanza, su indicazione sintomatologica, in base ad un attento esa-
me obiettivo e dalla successiva conferma istologica, da cui non sono ri-
sultate atipie cellulari. Dal nostro studio emerge la necessità di rivol-
gere maggiore attenzione alle pazienti che presentano noduli sui piani
superficiali o sui margini cicatriziali con anamnesi positiva per pre-
gressi interventi chirurgici sulla sfera genitale. Infine, è opportuno che
il ricorso a pratiche chirurgiche sulla sfera genitale, che potrebbero ave-
re come conseguenza una endometriosi da impianto chirurgico, venga-
no eseguite in seguito a scrupolose valutazioni.
S
UMMARY: Atypical localization of endometriosis: our experience.
V. RAGUCCI, MARCELLODI SERIO, MAURIZIODI SERIO, M.L. FALCO,
A.E. PARETO, A. TOLINO
The aim of our study is to highlight the diagnostic difficulties re-
lated to atypical localization of endometriosis, a pathology with
growing interest in gynecology.
The study was conducted from December 2005 to November
2008 on 5 cases of cutaneous endometriosis and inguinal. Three of the
five patients came to our observation by presenting a nodule of varia-
ble size, at the margin of the previous incision scar Pfannestiel seconds
(two for caesarean and one for myomectomy); one patient had a tu-
mefaction at the point where the needle for amniocentesis was inserted,
while the other patient had a tumefaction in the groin. The diagnosis
was made at the first instance, on recommendation symptoms, accor-
ding to a careful physical examination and a subsequent histological
confirmation, it showed no atypical cells. From our study the necessity
emerges to pay more attention to patients with nodules on the floor sur-
face or on the margins of scarring with a history of past surgery on the
genital sphere. Finally, it is appropriate that the use of surgical practi-
ces on the genital sphere, which could have resulted from an endome-
triosis implant surgery, are performed after thorough assessments.
Localizzazioni atipiche dell’ endometriosi: nostra esperienza
V. RAGUCCI, MARCELLO DI SERIO, MAURIZIO DI SERIO,
M.L. FALCO, A.E. PARETO, A. TOLINO
Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXXII - n. 3
Maggio-Giugno 2010
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Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Dipartimento Clinico di Emergenza Ostetrica e Ginecologica
e Medicina della Riproduzione, Urologia
(Direttore: A. Tolino)
© Copyright 2010, CIC Edizioni Internazionali, Roma
KEY WORDS: Endometriosi - Endometriosi della parete addominale - Endometriosi inguinale.
Endometriosis - Endometriosis of the abdominal wall - Inguinal endometriosis.
© CIC Edizioni Internazionali
lico, cicatrici di interventi laparotomici, appendice, pol-
moni - si parla, anche, di endometriosi di quel deter-
minato organo o tessuto. Questa condizione fa co-
munque parte della endometriosi esterna ed è molto più
rara.
Si stima che nel mondo colpisca circa il 3-10% del-
le donne in età riproduttiva e che si trovi alla base del
25-35% dei problemi riproduttivi e del 20-40% dei casi
di dolore pelvico cronico. Infatti, si ritiene che nel 53%
delle adolescenti con dolore pelvico severo la causa pos-
sa essere proprio l’endometriosi.
Questa patologia, inoltre, rappresenta la prima cau-
sa di ricovero ospedaliero ginecologico tra le donne di
età compresa tra i 15 ed i 44 anni. Non ha preferenze
etniche o geografiche ma essendo rarissima prima del me-
narca e molto rara dopo la menopausa fa si che le pazienti
giungano, frequentemente, ad una prima diagnosi tra i
20 ed i 35 anni (1, 2).
Le cause di tale patologia non sono completamente
chiarite: la teoria più antica riguarda quella del “reflus-
so mestruale”; seguono ipotesi metaplastiche a carico dei
residui di epitelio celomatico; ipotesi immunologiche e
ipotesi genetico-familiari.
Le sedi più frequentemente coinvolte dalla malattia
sono: ovaie (nel 50% dei casi coinvolte bilateralmente),
la sierosa dell’utero, le tube, i legamenti uterini (utero-
sacrali, rotondi, larghi), il peritoneo del Douglas, la pli-
ca vescico-uterina ed il setto retto-vaginale.
Spesso sono colpiti più di un tessuto o di un orga-
no contemporaneamente e solo in un terzo dei casi le lo-
calizzazioni sono uniche (3).
A livello intestinale l’endometriosi si associa di soli-
to a localizzazioni genitali e colpisce prevalentemente il
retto, il sigma, l’appendice e più raramente il tenue, a vol-
te l’omento.
Anche l’endometriosi toracica è di eccezionale ri-
scontro e può essere repertata sia a livello pleurico che
polmonare. Raramente risultano coinvolti anche: vagi-
na, vulva, vescica, ureteri e parete addominale (in cor-
rispondenza di cicatrici laparotomiche).
La sintomatologia è legata alla conservata capacità del
tessuto endometriosico ectopico di rispondere agli sti-
moli ormonali. In pratica, ad ogni ciclo mestruale, alle
normali modificazioni dell’endometrio uterino si asso-
cia la risposta del tessuto ectopico, con il rischio di san-
guinamenti anomali, anemizzazione e successive reazioni
fibrotiche (Tab. 1).
Dai dati presenti in letteratura, la sede addominale
potrebbe essere inquadrata in due categorie principali:
endometriosi primitiva ed endometriosi secondaria
(endometriosi su cicatrice).
La più frequente localizzazione primitiva sembra es-
sere l’ombelico, mentre le localizzazioni secondarie più
frequenti riportate da molti Autori sono rappresentate
dalle cicatrici da taglio cesareo (4, 5), o da altri interventi
ginecologici e dai siti di introduzione di trocar per pro-
cedure laparoscopiche o aghi per amniocentesi.
La localizzazione vulvare, estremamente rara, può an-
ch’essa avvenire per disseminazione ed impianto del-
l’endometrio durante interventi della zona pelvica (per
ridurre un rettocele, un’incontinenza fecale, una lacera-
zione da parto) e, solitamente, si manifesta con nodu-
letti piuttosto piccoli in prossimità dell’orifizio inguinale
esterno (origine metaplastica) oppure sotto la cute del-
le grandi labbra o nella regione della forchetta e del pe-
rineo (disseminazione chirurgica).
La nostra esperienza
Dal dicembre del 2005 al novembre del 2008 pres-
so il nostro Dipartimento Clinico di Emergenza Oste-
trica e Ginecologica e Medicina della Riproduzione, Uro-
logia si sono verificati 5 casi di localizzazione anomala
di endometriosi.
Due pazienti hanno presentato endometriosi di pa-
rete, a livello dei margini della precedente cicatrice da ta-
glio cesareo; una paziente ha presentato endometriosi sul-
la cicatrice di una precedente miomectomia per via la-
parotomica; una su un nodulo endometriosico a livel-
lo del punto di infissione dell’ago della pregressa am-
niocentesi; ed una a livello inguinale.
Le pazienti avevano un’ età compresa tra i 30 e i 45
anni, nessuno dei casi presentava dismenorrea, meno
- metrorragia e/o anemizzazione significativa, sintomi,
invece, solitamente associati ad endometriosi extra-
pelvica.
In tutti i casi le pazienti presentavano noduli cuta-
nei di dimensioni variabili, dalla consistenza duro-ela-
stica, di colore bluastro, soggetti a variazioni dimensio-
nali e dolenti in accordo con le varie fasi del ciclo me-
struale.
Caso n. 1 (dicembre 2005)
E.N., di 42 anni, giungeva alla nostra osservazione
riferendo da circa un anno la presenza di una tumefa-
zione nella sede di una pregressa incisione cutanea secondo
Pfannenstiel da taglio cesareo, che diveniva dolente nei
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V . Ragucci e Coll.
TABELLA 1 - SINTOMATOLOGIA DELL ’ENDOMETRIOSI.
Dismenorrea
Dolore pelvico
Dolore ai quadranti inferiori addominali o dolore lombare
Dispareunia
Dischezia (dolore alla defecazione)
Disuria
© CIC Edizioni Internazionali
primi 14 giorni del ciclo mestruale, con regressione spon-
tanea della sintomatologia nell’arco dei 7 giorni succes-
sivi. La paziente riferiva di aver subito due tagli cesarei,
rispettivamente a 29 e 36 anni ed un’aborto spontaneo
circa un anno prima. All’esame obiettivo (effettuato al
3° giorno del ciclo) la paziente presentava una tumefa-
zione grossolanamente emisferica nella regione ipogastrica,
sulla sede della cicatrice di Pfannenstiel, delle dimensioni
di circa 6 cm di diametro, di colore rosso scuro, di con-
sistenza dura, ricoperta da cute ecchimotica, dolente alla
palpazione, non riducibile.
All’esame ecografico la massa risultava sovrafasciale,
ipoecogena, di diametro massimo di 60 mm, a limiti sfu-
mati, con un quadro suggestivo, in considerazione del
dato anamnestico, per processo endometriosico. Si de-
cideva in un primo momento di soprassedere al tratta-
mento chirurgico ed eseguire trattamento medico con
Buserelin (400 µg per via sc. al giorno per 4 mesi). Dopo
tale periodo, per la mancanza di una modifica rilevan-
te del quadro clinico, veniva eseguito intervento chirurgico
di asportazione a tutto spessore dell’endometrioma, con
il risparmio della fascia posteriore della guaina dei retti
e del peritoneo.
Caso n. 2 (aprile 2006)
M.B., di 42 anni, paziente in buono stato di salute,
giungeva alla nostra osservazione riferendo la presenza
di una tumefazione a livello addominale, dolente e va-
riabile nelle dimensioni in determinati periodi del
mese. All’anamnesi ostetrica risultavano un taglio cesa-
reo nel 1999, un aborto spontaneo nel 2002 ed un ta-
glio cesareo nel 2004. La paziente riferiva che nel cor-
so dell’ultima gravidanza aveva effettuato amniocente-
si.
All’esame obiettivo si rilevava la presenza a livello ad-
dominale, circa 1.5 cm dall’ombelicale trasversa e 2 cm
a destra della linea alba, di un nodulo di circa 3.5 cm,
di consistenza duro-elastica, poco mobile, non riducibile,
di colorito bruno, ricoperto da cute ecchimotica, a su-
perficie liscia.
Si procedeva ad exeresi chirurgica e l’esame istologi-
co confermava la diagnosi di endometriosi di parete.
Caso n. 3 (gennaio 2007)
C.D., di 35 anni, in buono stato di salute, assenza
di patologie degne di nota ed all’anamnesi ostetrica ri-
sultava un parto spontaneo avvenuto nel 1995. La pa-
ziente riferiva da circa tre anni dolori periferici di natura
non ben definita e la presenza di una tumefazione a li-
vello inguinale.
All’esame obiettivo (eseguito al 3° giorno del ciclo)
si rilevava, in corrispondenza dell’orifizio esterno del ca-
nale inguinale di destra, la presenza di una tumefazio-
ne emisferica di circa 2 cm, di colorito rosso-bruno, di
consistenza duro-elastica, ricoperta da cute ecchimoti-
ca, a superficie liscia, non riducibile, aderente ai piani
profondi.
Si procedeva ad exeresi chirurgica che evidenziava i
rapporti della neoformazione con il sottocute profon-
do e la guaina anteriore dell’obliquo esterno di destra,
in corrispondenza dell’orifizio esterno del canale in-
guinale.
L ’esame istologico, in accordo con il sospetto dia-
gnostico, confermava la presenza di tessuto endometriale
e margini di resezione chirurgica indenni.
Caso n. 4 (settembre 2008)
E.S., di 45 anni, giungeva alla nostra osservazione ri-
ferendo da circa 6 mesi la presenza di una tumefazione
dolente e dalle dimensioni variabili a livello sovrapubi-
co. Dall’anamnesi ostetrico-ginecologica risultavano
due parti spontanei avvenuti, rispettivamente, nel 1998
e nel 2001 e un intervento di miomectomia per mioma
della parete anteriore, a sede intramurale-sottosierosa, di
dimensioni di circa 4 cm nel 2007.
All’esame obiettivo tale tumefazione, localizzata al mar-
gine laterale sinistro della cicatrice laparotomica secon-
do Pfannenstiel per miomectomia, appariva di colore bru-
nastro, di consistenza duro-elastica, poco mobile con un
diametro di circa 2 cm. Si procedeva ad exeresi chirur-
gica a tutto spessore del sottocute, fino alla superficie del-
la guaina del retto dell’addome di sinistra. La conferma
dell’origine endometriosica della lesione è stata data dal
referto istologico.
Caso n. 5 (novembre 2008)
T .R., di 33 anni, giungeva alla nostra osservazione ri-
ferendo da circa 3 mesi la presenza di una tumefazione
anteriormente alla vescica, a livello dell’angolo destro del-
la sutura laparotomica. All’anamnesi la paziente non pre-
sentava patologie degne di nota, assenza di precedenti epi-
sodi di endometriosi, assenza di interventi chirurgici se
non i due tagli cesarei avvenuti, rispettivamente, nel 2002
e nel 2006.
All’esame obiettivo (eseguito al 2° giorno del ciclo)
si rilevava la presenza a livello addominale, lungo la ci-
catrice in corrispondenza del precedente taglio secon-
do Pfannenstiel, di una tumefazione grossolanamente
emisferica, del diametro di circa 1,5 cm, di colorito bru-
nastro, a superficie liscia e margini arrotondati che pre-
sentava un alone iperemico perilesionale, non riduci-
bile e non spostabile sui piani profondi. L ’aspetto cli-
nico era suggestivo per formazione cutanea di tipo ne-
vico. Si procedeva ad exeresi chirurgica a tutto spessore
che evidenziava i rapporti della neoformazione col sot-
tocute profondo e con la guaina anteriore del retto di
destra.
L ’esame istologico dimostrava la presenza di tessuto
endometriale in continuità con i piani muscolo-fascia-
li e margini di resezione chirurgica indenni.
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Localizzazioni atipiche dell’endometriosi: nostra esperienza
© CIC Edizioni Internazionali
Discussione
Il primo caso di ectopia endometriale della parete ad-
dominale fu descritto nel 1886 da Villar, che riferì su un
caso in sede ombelicale (6).
Sebbene l’endometriosi sia una affezione ginecologica
estremamente diffusa (3-15% delle donne in età ferti-
le) (7-9), l’incidenza della localizzazione addominale si
attesta attorno allo 0,4% per il riscontro in sede di ci-
catrice chirurgica (10). Il taglio cesareo è l’intervento dopo
il quale più frequentemente si osserva tale affezione (1%
dei tagli cesarei) (11-12); da qualche anno cominciano
ad essere segnalate le localizzazioni in sede di ingresso di
trocar e di aghi per l’amniocentesi (13). L ’impianto pri-
mitivo sulla parete addominale è, viceversa, da considerarsi
di osservazione eccezionale (0,5-1% degli impianti ex-
tra-addominali) e le sedi più frequenti sembrano essere
l’ombelico ed i muscoli retti (14), sebbene sia stata de-
scritta anche la localizzazione nel canale inguinale che
pone problemi di diagnosi differenziale con l’ernia
strozzata (15-17).
La patogenesi dell’endometriosi è tutt’oggi oggetto
di numerose ricerche. T radizionalmente si dibattono tre
teorie patogenetiche per giustificare le localizzazioni pri-
mitive: 1) teoria della metaplasia dell’epitelio celomatico
(18); 2) teoria della trasformazione mulleriana(19); 3) teo-
ria dell’impianto celomatico per mestruazione retrograda
(20); per disseminazione ematica (21); e disseminazione
linfatica (22). Per le forme secondarie (dopo chirurgia
o manovre diagnostiche invasive tipo amniocentesi) ci
si riferisce alla teoria della disseminazione chirurgica(23).
Dato che la sintomatologia non è ben chiara e l’esa-
me obiettivo può facilmente indurre in inganno biso-
gnerebbe tenere sempre presente questa patologia, so-
prattutto in relazione all’anamnesi ostetrico-ginecologica
della paziente.
Conclusioni
L ’endometriosi si presenta molto spesso come una pa-
tologia “silente”, ma non per questo bisogna considerar-
la rara. Purtroppo sia la nostra esperienza che quella di al-
tri Autori rivela che esistono ancora delle difficoltà nella
diagnosi di questa patologia, soprattutto quando l’endo-
metriosi si manifesta in localizzazioni non proprio frequenti.
Dal nostro studio, anche se effettuato su un nume-
ro piuttosto esiguo di casi (5), si evince che una endo-
metriosi della parete addominale deve comunque esse-
re sempre presa in considerazione, come diagnosi diffe-
renziale, in ogni donna, in età riproduttiva, che presenta
una massa dolorosa a livello della parete addominale e
una storia pregressa di chirurgia o diagnostica invasiva
sulla sfera genitale. Infatti, i casi di endometriosi in sedi
atipiche stanno aumentando, vuoi per la maggiore dif-
fusione di tecniche diagnostiche sulla sfera genitale, vuoi
per la maggiore incidenza dei tagli cesarei, vuoi per la mag-
giore frequenza di patologie della sfera genitale (24).
Dal nostro studio, inoltre, emerge la necessità di ri-
volgere una maggiore attenzione nell’effettuare interventi
sulla sfera genitale che potrebbero avere, come conse-
guenza, proprio un endometriosi da impianto chirurgico.
Infine, c’è da dire che nonostante i vorticosi progressi
tecnologici, e soprattutto scientifici, utili per indirizza-
re verso una diagnosi corretta, non si può dimenticare
il prezioso ausilio dato dalla sintomatologia, da una sco-
perta casuale o da un’intuizione geniale.
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V . Ragucci e Coll.
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