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Introduzione
L ’adenocarcinoma dell’endometrio si manifesta ti-
picamente in donne in post-menopausa (3), nel 15%
in donne in pre-menopausa e nell’1-2% al di sotto dei
40 anni (8).
I fattori di rischio sono l’obesità, il diabete mellito,
la nulliparità e la stimolazione continua ed incontra-
stata degli estrogeni (1); anche l’ovaio policistico è un
ulteriore fattore di rischio (12). La predisposizione ge-
netica la si riscontra nel 10% circa dei cancri endome-
triali; le donne con la sindrome di Lynch II (HNPCC)
sono a rischio di carcinoma dell’endometrio (60%) e
del colon-retto (40%). Per la diagnosi clinica della sin-
drome di Lynch è necessario che almeno un membro
della famiglia abbia sviluppato un carcinoma endome-
triale o colonrettale prima dei 50 anni (1).
Dal punto di vista sintomatologico sono frequenti
menometrorragie, metrorragie e/o leucorrea.
La diagnosi non è agevole; i sanguinamenti in età
fertile sono comuni e dovuti, il più delle volte, a pato-
logia benigna e/o a disfunzioni ormonali; pertanto, si
RIASSUNTO: Adenocarcinoma endometrioide poco differenziato
in giovane donna. Case report.
T. G . TOMASELLI, R. ZARBO, G. ZARBO
L ’adenocarcinoma endometriale, patologia frequente in post e pe-
rimenopausa, si verifica raramente nelle donne giovani.
Si riporta un caso in cui il tumore si è evidenziato in una donna
di 36 anni, con ciclo mestruale regolare fino al 2005, epoca in cui fu
diagnosticata AUB (abnormal uterine bleeding) trattata con estropro-
gestinici e, dopo insuccesso, con analoghi del GnRH e successiva mio-
mectomia laparoscopica. Persistendo l’AUB, nei mesi successivi, fu sot-
toposta, ancora, a terapia medica, senza successo, per cui venne esegui-
to esame isteroscopico e biopsie dell’endometrio.
L ’esame istologico ha evidenziato “adenocarcinoma endometrioide
scarsamente differenziato (G3)”.
In seguito a stadiazione clinica (T3), è stata sottoposta ad isterec-
tomia radicale con annessiectomia bilaterale e linfoadenectomia siste-
matica.
Si vuole enfatizzare la necessità della valutazione endometriale
anche nelle giovani donne, qualora presentino seppur lievi episodi di
AUB, prima di prescrivere trattamenti ormonali che possono far ritar-
dare la diagnosi.
S
UMMARY: Poorly-differentiated endometrioid endometrial ade-
nocarcinoma in young woman. A case report.
T .G. TOMASELLI, R. ZARBO, G. ZARBO
Adenocarcinoma of the endometrium is a frequent disease of post-
perimenopausal; it seldom happens in young women.
We report the case of a 36-year-old woman with endometrial ade-
nocarcinoma. Her menstrual period was normal until the onset of ab-
normal bleeding (2005). AUB (abnormal uterine bleeding) was trea-
ted with estroprogestin therapy and, after failure, with GnRh analo-
gues and following laparoscopic myomectomy. Persisting AUB, in fol-
lowing months, she was subjected to medical therapy again, without
success, so she underwent office hysteroscopy exam and endometrium
biopsy.
Histopathologic examination revealed a grade 3 endometrioid en-
dometrial adenocarcinoma.
Owing to clinical stages (T3), the woman was performed a total
abdominal hysterectomy, bilateral salpingo-oophorectomy and pelvic
lymphadenectomy.
We emphasize also the need of endometrial evaluation in young fe-
males with abnormal bleeding, before starting any medical treatment,
that could be responsible for the delay in diagnosis.
KEY WORDS: Carcinoma endometriale - Giovane donna.
Endometrial carcinoma - Young woman.
Università degli Studi di Catania
Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Scienze Radiologiche
Clinica Ostetrica e Ginecologica
(Direttore: C. Montoneri)
Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “G. Rodolico” Catania
© Copyright 2007, CIC Edizioni Internazionali, Roma
Adenocarcinoma endometrioide poco differenziato in giovane donna.
Case report
T.G. TOMASELLI, R. ZARBO, G. ZARBO
Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXIX - n. 5
Maggio 2007
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è spesso disorientati e non è infrequente evidenziare in
ritardo la neoplasia.
La terapia standard del carcinoma dell’endometrio
è chirurgica; l’ early-stage prevede l’isterectomia e l’an-
nessiectomia bilaterale, data l’ormono-dipendenza del
tumore. Con questa procedura si ottengono buoni ri-
sultati in pazienti con carcinoma endometriale allo sta-
dio I
a-G1 (4); negli stadi più avanzati è prevista anche
la linfoadenectomia sistematica con radio e/o chemio-
terapia adiuvante. Con questo trattamento, ovviamen-
te, viene abolita la possibilità di procreare. Questa si-
tuazione, vissuta drammaticamente dalle pazienti,
spinge le stesse a richiedere un trattamento conservati-
vo. A tal proposito, pur discordanti, esistono diversi
studi sull’efficacia del trattamento conservativo in
donne giovani con adenocarcinoma endometriale ben
differenziato (G1) senza infiltrazione miometriale. Za-
netta e Coll. (13), Mazzon e Coll. (5) ed altri AA (7,
11) dimostrano che la terapia conservativa dell’adeno-
carcinoma allo stadio I
a-G1 è efficace, permettendo,
così, alle donne di portare a termine gravidanze fisio-
logiche. In questi casi la terapia consiste nella resezio-
ne isteroscopica del carcinoma, con l’endometrio cir-
costante, e del miometrio sottostante in aggiunta alla
terapia ormonale con progestinici.
Vinker e Coll. affermano che il trattamento conser-
vativo con somministrazione di medrossiprogesterone
acetato non è privo di rischi, in quanto si ha una pro-
gressione della malattia in circa il 6% dei casi (2, 6,
12).
Negli stadi più avanzati con infiltrazione profonda
del miometrio o con grado G
2-G3 la chirurgia è indi-
scutibile.
Il caso riportato si riferisce ad una donna di 36 an-
ni, nullipara con adenocarcinoma endometrioide poco
differenziato (G
3), infiltrante oltre la metà del miome-
trio.
Caso clinico
Donna di 36 anni nulligravida che si presenta pres-
so l’U.O. di Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico
di Catania nel mese di febbraio 2007 per metrorragie.
Anamnesi familiare: padre deceduto per linfoma di
Hodgkin, madre vivente in buona salute.
Anamnesi personale fisiologica: menarca a 9 anni,
mestruazioni successive ogni 28-30 giorni, durata 6
giorni e di quantità regolare.
Anamnesi patologica remota: ricorda i comuni
esantemi dell’infanzia, nessuna malattia degna di nota;
riferisce allergia all’acido acetilsalicilico.
L ’inizio della sintomatologia risale a luglio 2005,
quando per la presenza di menorragie e stillicidio ema-
tico intermestruale viene trattata con estroprogestinici,
che assume da settembre 2005 a marzo 2006. Poiché
la sintomatologia non tende a regredire, viene sottopo-
sta ad esame ecografico con il quale si evidenziano fi-
bromiomi multipli, di cui il più voluminoso è del dia-
metro di 4 cm; viene prescritta terapia con analoghi
del GnRH (1fl ogni 28 giorni), per 4 mesi. Nel luglio
2006, dopo la terapia con gli analoghi del GnRH, vie-
ne sottoposta a miomectomia, che non mette fine agli
episodi metrorragici; viene prescritta ulteriore terapia
con E.P . che assume per 20 giorni ed analoghi del
GnRh per ulteriori tre mesi; non riferisce la risoluzio-
ne della sintomatologia.
All’esame obiettivo generale risultano indenni l’ap-
parato cardiovascolare, polmonare, gli organi addomi-
nali e l’apparato muscolo-scheletrico; alvo e minzione
regolari.
All’esame ginecologico: portio ben epitelizzata ed
apparentemente sana; utero antiflesso di volume poco
superiore alla norma, a superficie regolare, mediano,
mobile; i parametri sono soffici; l’annesso sinistro, del
diametro di 4-5 cm, è aderente al corpo uterino, quel-
lo destro, è regolare.
Alla palpazione delle zone inguinali, bilateralmen-
te, non si apprezzano linfonodi aumentati di volume o
fissi.
La paziente viene sottoposta ad esame isteroscopi-
co con il quale si evidenzia, a livello del canale cervica-
le, “tessuto ipervascolarizzato e friabile, la cui massima
rappresentazione è a livello istmico con interessamento
della cavità uterina”.
L ’esame istologico dei prelievi bioptici depone per
“iperplasia ghiandolare complessa atipica di tipo micro-
papillare”. Si procede, quindi, a raschiamento endou-
terino. Il referto istologico depone per “ adenocarcino-
ma endometrioide scarsamente differenziato, con focali
aspetti papillari”.
Si provvede alla stadiazione clinica con la esecuzio-
ne di RM dell’addome inferiore e dello scavo pelvico
senza e con mezzo di contrasto, che documenta “la
presenza di formazione espansiva/infiltrante del fondo-
corpo uterino, con epicentro sul versante anteriore. Infil-
trazione del miometrio superiore al 50%. La tuba uteri-
na sinistra appare di calibro aumentato; gli annessi ap-
paiono in sede, con presenza di piccole cisti bilateralmen-
te. Presenza di linfonodi in sede iliaca comune, esterna
destra ed otturatoria destra; piccoli linfonodi in sede in-
guinale bilateralmente ed in sede paraortica sinistra”. Lo
studio TC, invece, è stato realizzato in fase di “over con-
trast enhancement” per valutare il grado di vascolarizza-
zione della componente mucosa e, soprattutto, musco-
lare dell’utero. L ’esame mostra una “spiccata ipervasco-
larizzazione sul versante sinistro dell’utero con evidenti
circoli neoformati”. La paziente, inoltre, esegue retto-
sigmoidoscopia e cistoscopia, che risultano negative
per patologia.
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T .G. T omaselli e Coll.
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Adenocarcinoma endometrioide poco differenziato in giovane donna. Case report
La classificazione clinica orientava per un tumore
stadio T3; pertanto la paziente è stata sottoposta a chi-
rurgia radicale. Il trattamento ha comportato l’isterec-
tomia totale (Piver II) con annessiectomia bilaterale e
linfoadenectomia pelvica e lomboaortica.
Il referto istologico definitivo depone per “adeno-
carcinoma endometrioide poco differenziato (G
3) con
aspetti papillari, focale differenziazione mucinosa, infil-
trante oltre la metà del miometrio. Cervice, parametri,
ovaie e tube indenni da neoplasia. Assenza di metastasi
nei 47 linfonodi reperiti. Nel liquido di lavaggio perito-
neale non si identificano cellule neoplastiche. Secondo la
classificazione pTNM siamo di fronte a pT1c N0 Mx.”
(Figg. 1-2).
Il decorso post-operatorio è stato regolare e la pa-
ziente è stata dimessa in decima giornata.
S’invia per trattamento radioterapico per campi
esterni e successiva brachiterapia sul fondo vaginale.
Conclusioni
Il caso clinico presentato è particolarmente emble-
matico, poiché si tratta di una donna ancora giovane,
lontana dalla menopausa, senza fattori di rischio signi-
ficativi per l’adenocarcinoma dell’endometrio (sono
presenti soltanto la nulliparità e l’ovaio policistico).
L ’unico elemento patologico riscontrato all’ecogra-
fia è stata la fibromatosi dell’utero che, peraltro, ha
contribuito a fuorviare la diagnosi.
T utto ciò conferma ancora una volta quanto affer-
mato da molti AA. e cioè che il carcinoma dell’endo-
metrio che insorge nelle donne in premenopausa viene
generalmente diagnosticato dopo oltre 6 mesi dall’ini-
zio dei sintomi, sia per la rarità di questa patologia nel-
le giovani donne sia per la maggiore frequenza con cui,
in questa fascia d’età, si riscontrano le disfunzioni me-
struali (9, 10).
In buona sostanza il ritardo nella diagnosi è causa-
to dal fatto che, nella maggior parte dei casi, non vie-
ne presa in considerazione la possibilità che dietro una
metrorragia in età fertile possa nascondersi il carcino-
ma dell’endometrio.
È, quindi, di fondamentale importanza tenere be-
ne in mente che la possibilità di un adenocarcinoma
endometriale deve essere tenuta sempre presente in se-
de di diagnosi differenziale in qualunque caso di AUB.
Pertanto, prima di iniziare una terapia di qualsiasi ti-
po, è doveroso valutare sempre e comunque lo stato
dell’endometrio tramite isteroscopia ed eventuale bio-
psia, a prescindere dall’età della paziente, dalla presen-
za o meno dei fattori di rischio o da qualunque altra
considerazione.
Ciò è sempre più vero poiché negli ultimi decenni
stiamo assistendo ad un significativo abbassamento
dell’età di insorgenza dei tumori ginecologici, con par-
ticolare riferimento a quelli ormonodipendenti, per
tutta una serie di motivi legati alle abitudini alimenta-
ri, all’inquinamento ambientale, ai comportamenti
sessuali, ecc.
Fig. 1 - Adenocarcinoma endometrioide poco differenziato.
Fig. 2 - Infiltrazione di oltre la metà del miometrio.
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T .G. T omaselli e Coll.
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