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Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXXI - n. 3
Marzo 2009
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Introduzione
L ’endometriosi è una patologia determinata da im-
pianti di focolai di tessuto endometriale in siti diversi
dalla cavità uterina.
L ’endometrio ectopico subisce, durante il ciclo
mestruale le stesse modificazioni dell’endometrio in
sede normale; di conseguenza i sintomi di questa pa-
tologia riguardano quasi esclusivamente la donna in
età fertile.
L ’endometriosi, infatti, può manifestarsi nella
donna tra il menarca e la menopausa, con una più al-
ta incidenza nella seconda e terza decade di vita; inte-
ressa il 3-10% delle donne fra 20 e 45 anni ed il 25-
35% di quelle sterili (11, 4). I rari casi in menopausa
sono determinati da iperestrinismo determinato da
una qualsiasi causa (iatrogena, conversione periferica
di androstenedione, ecc).
Sono stati descritti casi di endometriosi nei siti più
disparati anche a distanza dalla pelvi (polmone, cer-
vello, pelle, tratto gastrointestinale, ecc.)
Nella pelvi, sede più comune, l’ovaio viene interes-
sato nel 55% dei casi, il legamento largo nel 35%, lo
scavo del Douglas nel 35% ed il legamento utero-sa-
crale nell’8% (14).
L ’endometriosi del tratto urinario è rara (<1%), ed
è prevalentemente localizzata alla vescica (84%);
l’uretere, invece, viene interessato nel 15% (16).
L ’endometrio ectopico ha la capacità di svilupparsi,
infiltrare e disseminarsi in maniera molto simile al tes-
suto neoplastico (5). Van Kaam et al. (19) hanno re-
centemente dimostrato che l’allele polimorfico +331A
del gene per il recettore del progesterone è associato
ad un rischio significativamente ridotto di infiltrazio-
ne endometriosica.
T re teorie patogeniche possono spiegare la presen-
za di endometrio ectopico:
- Teoria embrionale, proposta da Von Recklin-
ghausen (22), sostiene che il tessuto endome-
triale ectopico possa avere origine da residui
RIASSUNTO: Endometriosi vescicale: a case report.
S.R.M. ABRUZZO, T .G. TOMASELLI, G. ZARBO
L ’endometriosi vescicale è una patologia non frequente; nei casi di
endometriosi pelvica, l’apparato urinario viene interessato nell’1% dei
casi circa, con prevalente localizzazione vescicale (84%). Il taglio ce-
sareo è una delle possibili cause iatrogene di focolai vescicali isolati di
endometriosi.
Si riporta il caso di una donna di 36 anni, operata di endome-
triosi vescicale dopo 14 anni dal taglio cesareo.
S
UMMARY: Bladder endometriosis: a case report.
S.R.M. ABRUZZO, T .G. TOMASELLI, G. ZARBO
Bladder endometriosis is a rare disease. About 1% of women with
endometriosis has urinary tract lesions, of which 84% involves the
bladder. The caesarean delivery may be the cause of detrusor endome-
triosis independently of other pathogenetic factors.
We report the case of a 36-year old woman received surgical treat-
ment for bladder endometriosis, 14 years after caesarean delivery.
KEY WORDS: Endometriosi - Vescica - Ca125.
Endometriosis - Bladder - Ca 125.
Università degli Studi di Catania
Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia e Scienze Radiologiche
Clinica Ostetrica e Ginecologica
(Direttore: C. Montoneri)
Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico” Catania
© Copyright 2009, CIC Edizioni Internazionali, Roma
Endometriosi vescicale: a case report
S.R.M. ABRUZZO, T.G. TOMASELLI, G. ZARBO
© CIC EDIZIONI INTERNAZIONALI
embrionali del dotto di Wolf; ciò potrebbe
spiegare l’endometriosi in uomini trattati con
estrogeni.
- Teoria metaplasica, proposta nel 1898 da Iwa-
noff, sviluppata da Meyer (12) e suggerita da
Dreyfus (7) e Kretschmer (10), si fonda sull’i-
dea che l’epitelio endometriale e la sierosa peri-
toneale avrebbero origine comune dal mesote-
lio celomatico; gruppi di cellule di tale origine,
stimolate da fattori sconosciuti (ormonali od
infiammatori) potrebbero trasformarsi in cellu-
le endometriali, e ciò potrebbe verificarsi perfi-
no per l’epitelio della vescica.
- Teoria metastatica , è stata proposta da Cullen
nel 1897, sostenuta da Sampson (15) e dimo-
strata sperimentalmente da Jacobson nel 1922.
Gruppi di cellule endometriali con la mestruazio-
ne retrograda, attraverso le tube, potrebbero raggiun-
gere la cavità addominale e localizzarsi su qualunque
organo pelvico.
Queste cellule, che possono embolizzare per via
linfatica e/o ematica, sono state rinvenute nei vasi ve-
nosi e nei linfonodi periuterini (1, 9, 14, 16) e ciò po-
trebbe spiegare l’esistenza di localizzazioni extra-pelvi-
che. Inoltre, invasione di tessuto endometriale potreb-
be verificarsi per contiguità o per estensione diretta,
attraverso l’interstizio, dalla parete uterina (12, 14).
La diffusione del tessuto endometriale verso altri
territori può avere anche una causa iatrogena (istero-
salpingografia, miomectomie con apertura della cavità
uterina, tagli cesarei, ecc.). È stato dimostrato, infatti,
che il taglio cesareo può essere causa di endometriosi
del detrusore, indipendentemente da altri fattori pa-
togenetici, per impianto di tessuto deciduale (21).
Donnez et al. (6) hanno ipotizzato che l’endo -
metriosi vescicale si sviluppi da metaplasia di residuo
mulleriano. Fedele et al. (8) sostengono che tali nodu-
li potrebbero essere l’estensione di lesioni adenomioti-
che del miometrio e che, sviluppandosi al di fuori del-
l’utero, invadano la vescica. È stato inoltre ipotizzato
che i noduli endometriosici della vescica rappresentino
una entità patogenetica distinta rispetto alle altre for-
me di endometriosi. Tale teoria non è condivisa da So-
migliana et al. (18), Anaf et al. (2) hanno dimostrato
la presenza di cellule muscolari lisce in tutti i tessuti se-
de di focolai endometriosici. Ciò dipenderebbe dalla
capacità di differenziazione del mesotelio peritoneale.
Vercellini et al. (20) sostengono che la presenza di aree
di endometriosi in un contesto ricco di cellule musco-
lari lisce, come il muscolo detrusore, potrebbe stimo-
lare una reazione iperplastica locale, determinando
una proliferazione di questa popolazione cellulare.
I sintomi più frequentemente associati all’endo-
metriosi sono dismenorrea, metrorragia, algie pelvi-
che intermestruali, dispareunia, sterilità, perdita cicli-
ca di sangue dagli organi cavi interessati. L ’endo -
metriosi vescicale si manifesta con dolore sovrapubi-
co, urgenza minzionale, nicturia e disuria, ematuria
ciclica, non sempre evidente. Questi sintomi sono
identici a quelli della cistite interstiziale, come viene
sottolineato da Sircus et al. (17). Il sintomo che per-
mette di indirizzare verso una giusta diagnosi è la di-
suria associata alla dismenorrea, caratteristica dell’en-
dometriosi, ma assente nella cistite interstiziale (3).
Sebbene l’ematuria ciclica sia patognomonica del-
l’endometriosi vescicale, questa è presente solo nel
20% dei casi. All’inizio l’ematuria è microscopica .
L ’esame cistoscopico potrebbe essere risolutivo per
una corretta diagnosi, ma non sempre è così, specie in
assenza d’invasione della mucosa vescicale da parte
dell’endometriosi, che, peraltro, sarà la causa dell’e-
maturia.
La prima descrizione cistoscopica dell’endometrio-
si vescicale è stata fatta da Müller nel 1927 (13).
L ’endometriosi vescicale, alla cistoscopia, appare
come una lesione sottomucosa edematosa e bluastra,
localizzata, nella maggior parte dei casi, posterior-
mente al trigono o nella cupola. Nelle donne fertili, la
lesione è più evidente subito prima o all’inizio della
mestruazione. Le lesioni possono essere estese (supe-
riore ad 8 cm) e multiple, ma più comunemente sono
singole e del diametro di 1 cm circa.
La diagnosi differenziale s’impone con il carcino-
ma della vescica, cistite interstiziale, varici, papilloma,
angioma od infiammazione focale. T eoricamente la
diagnosi potrebbe essere confermata mediante i pre-
lievi bioptici, che tuttavia, a volte, sono insufficienti,
vista la localizzazione sottomucosa della lesione.
Il trattamento principale consiste nell’induzione
di amenorrea per lunghi periodi o in modo definitivo.
Il trattamento può essere medico (estroprogestini-
ci, MAP , danazolo, ecc. in assunzione continua, ana-
loghi del GnRh, ecc.), chirurgico (castrazione, isterec-
tomia con annessectomia bilaterale e/o parziale rese-
zione della vescica interessata, resezione del focolaio
vescicale e terapia medica se la donna vuole mantene-
re la fertilità) (23) .
Caso clinico
Il caso riguarda una donna ricoverata presso la Cli-
nica Ostetrica e Ginecologica del Policlinico “Gaspa-
re Rodolico” dell’Università di Catania.
B.E. di anni 36 aveva avuto il menarca all’età di 12
anni con flussi successivi regolari, ogni 28 giorni, du-
rata 4-5 giorni, mai dismenorrea. Ha iniziato la vita
sessuale all’età di 21 anni, epoca del matrimonio; nel
1993 fu sottoposta a taglio cesareo per gravidanza ge-
mellare.
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Endometriosi vescicale: a case report
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Dopo alcuni mesi dal ritorno mestruale cominciò
ad accusare algie pelviche retropubiche, ingravescenti
nel periodo perimestruale, per cui le venne prescritta
terapia estroprogestinica, a cicli di 6 mesi, durante i
quali si attenuavano le algie pelviche.
Nel marzo 2007 la paziente in seguito all’intensi-
ficarsi della sintomatologia algica in sede retropubica
con disuria e tenesmo vescicale, veniva sottoposta a vi-
deo-uretro-cistoscopia, per sospetta fistola vescico-va-
ginale, da cui si evidenziava “ …in sede retro-ostiale si-
nistra la presenza di una varicosità sottomucosa e di tre
piccole aree di mucosa leggermente iperemica, che non so-
no specillabili…”. Venne eseguita anche prova con blu
di metilene con esito negativo. Le conclusioni furono:
“lieve cistite”.
Nel mese di maggio 2007, alla sospensione di un
ulteriore ciclo terapeutico con estroprogestinici, i do-
lori pelvici si sono ulteriormente intensificati con ac-
centuazione del tenesmo vescicale, della disuria e del-
l’urgenza minzionale, per cui venne sottoposta ad un
secondo esame di video-uretro-cistoscopia, che evi-
denziava “uretra pervia, collo regolare, normale capacità
vescicale. Regolari le pareti vescicali destra, posteriore e la
cupola. Il trigono si presenta lievemente asimmetrico per
prevalenza dell’emibarra sinistra, sulla quale si eviden-
zia un ostio ureterale regolare ed un secondo ostio più la-
terale, entrambi eiaculanti urine chiare. In sede retro-
ostiale sinistra e sulla parete laterale sinistra… sono pre-
senti piccole vegetazioni papillari, molto sottili e punteg-
giate da petecchie emorragiche…vengono effettuate prese
bioptiche multiple sulla parete laterale sinistra”. Il refer-
to istologico deponeva per “cistite acuta edematosa e
congesta con infiltrato linfocitario, rari eosinofili e ma-
stociti”.
Nel mese di luglio venne eseguita ecografia pelvi-
ca. Il referto descriveva “vescica bene distesa con presen-
za di ispessimento ipoecogeno, disomogeneo della parete
vescicale di circa 3×1 cm di non univoca interpretazio-
ne, meritevole di proseguimento dell’iter diagnostico…
utero normoverso flesso di regolare volumetria. Annessi
nei limiti”.
Nel mese di agosto venne eseguito esame TC che
mostrò“vescica a pareti irregolarmente ispessite, disomo-
geneamente vascolarizzate, specie in sede postero-laterale
sinistra, con iperdensità-ipervascolarità dell’adipe peri-
vescicale senza sicuro piano di clivaggio con la parete an-
teriore dell’utero… Doppio distretto ureterale a sini-
stra… presenza di linfonodi iperplastici sub centimetrici
a carico delle stazioni iliache specie a sinistra…”.
Il 28 ottobre 2007 la paziente veniva ricoverata
presso questa Clinica, dove all’esame obiettivo gineco-
logico veniva riscontrato “utero antiflesso di volume
normale al davanti del quale si riscontra una struttura
fibrosa dolente del diametro di 4 cm”. L ’ecografia endo-
vaginale “utero antiflesso retroverso con pareti ispessite
per fibrosi; diametro longitudinale 8,5 cm; antero-poste-
riore 4,5 cm; latero-laterale 6,2 cm. A livello della plica
vescico-uterina area ecogena, vascolarizzata di
32×25×20 mm, che non sembra far corpo con l’utero.
Annessi normali” (Fig. 1).
Gli esami di routine hanno evidenziato marcatori
tumorali (CEA, CA
125, CA 19.9) negativi. All’esame
emocromocitometrico: globuli rossi 3,4×10 6; Hb 8,4
g/dl; HCT 24,1%; volume globulare 70,2 fl; globuli
bianchi 23,03×10
3 ; neutrofili 93,4%; linfociti 4,5%.
Data la sintomatologia e gli esami sopraesposti, la
vascolarizzazione della massa, evidenziata sia con la
TC che con l’ecografia endovaginale, il sospetto dia-
gnostico fu di focolaio endometriosico della vescica,
anche se l’alto numero di leucociti con prevalenza di
neutrofili ed il TC avrebbero potuto far avanzare
l’ipotesi di presenza di un corpo estraneo senza filo ra-
diopaco.
Il 29 ottobre 2007 la paziente veniva sottoposta ad
intervento chirurgico con incisione della parete addo-
minale secondo Phannestil.
L ’utero e la vescica erano saldamente adesi fin so-
pra l’inserzione dei legamenti rotondi.
La vescica venne staccata dalla parete anteriore del-
l’utero fino al terzo superiore della vagina. Si riscon-
trava presenza di tessuto infiltrante la vescica del dia-
metro di circa 4 cm; tale tessuto era duro e friabile,
per cui si eseguiva resezione della vescica infiltrata, in-
cludendo una parte del trigono.
Il tessuto asportato venne inviato per esame isto-
logico intraoperatorio. In cavità vescicale si evidenzia-
vano tre osti ureterali, uno a destra e due a sinistra.
Quello mediale del lato sinistro era al margine della
resezione effettuata. L ’uretere destro e l’uretere media-
le sinistro venivano cateterizzati con doppio J. I due
cateteri ureterali venivano solidarizzati ad un catetere
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S.R.M. Abruzzo e Coll.
Figura 1
© CIC EDIZIONI INTERNAZIONALI
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Endometriosi vescicale: a case report
di Foley a tre vie, la vescica fu chiusa a punti staccati
introflettenti. Il referto istologico intraoperatorio de-
poneva per focolai di endometriosi.
Vescica e parete uterina furono separate con un
lembo peritoneale. Applicato un drenaggio nello spa-
zio vescico-uterino, la parete è stata suturata a strati.
Il drenaggio dello spazio vescico-uterino è stato ri-
mosso in 10
a giornata; i cateteri ureterali sono stati ri-
mossi in 13a giornata insieme al catetere vescicale a tre
vie, sostituito da uno a due vie. La terapia medica post-
chirurgica è stata gentamicina (80 mg/12 h) e clindami-
cina fosfato (600 mg/12 h) per 3 giorni, successivamen-
te piperacillina + tazobactam (2 g/12 h) per 8 giorni;
combinazione estroprogestinica monofasica in continuo
è stata somministra da subito dopo l’intervento.
Il decorso post-operatorio è stato afebbrile e la pa-
ziente è stata dimessa in 15
a giornata mantenendo il
catetere vescicale, rimosso dopo 15 giorni.
Alla dimissione è stata prescritta terapia con ana-
loghi del GnRh (leuprorelina 11,5 mg) da ripetere do-
po 90 giorni dalla prima somministrazione.
Successivamente alla rimozione del catetere, la
minzione è stata spontanea ma molto frequente, con
emissione di non più di 150 cc di urina.
A quattro mesi dall’intervento la minzione è stata
regolare con capacità vescicale fino a 300 cc. Il ritor-
no mestruale è stato il 20 giugno 2008, dopo 4 mesi
dalla seconda somministrazione di leuprorelina, ed i
flussi successivi sono stati regolari.
In atto non riferisce sintomatologia disurica e al-
gica, né fuori né durante i flussi mestruali.
Commento
L ’endometriosi vescicale è una entità patologica di
non frequente riscontro che riconosce numerose cau-
se eziopatogenetiche come esposto in premessa.
Nel caso a noi accorso, per addivenire ad una con-
clusione diagnostica ed effettuare un trattamento
(probabilmente) adeguato sono passati diversi anni
dall’inizio della sintomatologia.
Ciò sta a dimostrare quanto subdola possa essere
l’evoluzione fino quando non si evidenziano sintomi
“patognomonici” quale l’ematuria catameniale.
Anche gli esami strumentali, inclusa la biopsia del-
la mucosa vescicale sono stati disorientanti, in quanto
l’endometriosi non aveva raggiunto la mucosa stessa.
Solo l’esame ecografico, evidenziando la vascola-
rizzazione della massa infiltrante il detrusore ha fatto
pensare alla possibilità di un probabile focolaio endo-
metriosico secondario al taglio cesareo, pur facendo
avanzare altre ipotesi tra cui quella neoplastica o di
corpo estraneo.
Per poter avanzare l’ipotesi di guarigione, il tempo
trascorso dall’intervento è breve, ma si potrebbe spe-
rare in ciò, in quanto trattasi di lesione unica succes-
siva ad impianto endometriale post-cesareo.
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