Il Sistema Sanitario Nazionale e il panorama dell’eHealth in Italia: Un sistema multilivello di servizi sanitari e di salute digitale    

preprint OA: closed
Full text JSON View at publisher
Full text 59,141 characters · extracted from oa-doi-fallback · 2 sections · click to expand

Abstract

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano (SSN) ha implementato diverse riforme e investimenti volti a migliorare l’assistenza primaria e l’infrastruttura digitale, in particolare attraverso il Piano Nazionale Ripresa Resilienza (PNRR). Il documento in esame analizza la struttura organizzativa multilivello del SSN, le iniziative chiave e le reti fisiche e digitali, tra cui le Care Networks, le reti Hub-Spoke e la Connected Care. Tali sforzi sono orientati al miglioramento dell’equità, della resilienza e dell’accesso all’assistenza sanitaria nelle diverse regioni. Nonostante le sfide continue legate alla navigazione nelle complessità di un sistema sanitario decentralizzato, l’attenzione strategica dell’Italia sull’innovazione strutturale e digitale indica un chiaro percorso verso un servizio sanitario nazionale più moderno e accessibile. Introduzione L’Italia ha recentemente avviato un processo di riforma e di implementazione di iniziative volte al rafforzamento dell’assistenza sanitaria primaria e comunitaria, all’aggiornamento dell’infrastruttura sanitaria digitale e alla modernizzazione delle reti ospedaliere su tutto il territorio nazionale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resistenza (PNRR) ha fornito un rilevante impulso a tali iniziative, allocando oltre 15,62 miliardi di euro tra il 2021 e il 2026 per interventi sanitari (Ministero della Salute, 2024a). La natura decentrata del Sistema Sanitario Nazionale italiano (SSN) presenta sfide e disparità tra le regioni, rendendo difficile l’erogazione di un’assistenza sanitaria equa e universale. Nonostante le sfide attuali, il SSN fornisce un’assistenza essenziale e adeguata in tutte le regioni, grazie alle riforme attualmente in corso che affrontano le disuguaglianze regionali e migliorano la resilienza. Il presente articolo esamina il SSN e il modo in cui le varie riforme digitali e le strutture organizzative hanno plasmato il sistema sanitario, portando nuove sfide e opportunità di accesso all’assistenza e alle informazioni sanitarie. L’analisi della struttura organizzativa e dei meccanismi di finanziamento fornirà una chiara panoramica dell’attuale SSN e permetterà di comprendere come le recenti iniziative, le riforme e l’aumento delle risorse finanziarie abbiano influito sul sistema sanitario, nonché come la popolazione italiana viene fornita e può accedere all’assistenza sanitaria nell’era digitale. L’obiettivo di questo documento non è fornire una dettagliata esposizione di tutti gli elementi del SSN, ma piuttosto delineare una visione d’insieme dei suoi componenti chiave, interconnessi tra loro, e degli sforzi di digitalizzazione rivolti al loro miglioramento. Il documento in esame fornisce una rappresentazione degli strati di strutture, meccanismi e reti operative, utilizzando i dati più recenti disponibili pubblicamente al momento della stesura. Disimballare l’SSN Il multi-struttura La presente sezione si propone di fornire una visione d’insieme del SSN, che sarà successivamente analizzata in modo più approfondito nelle sezioni seguenti. Il SSN presenta una struttura organizzativa multilivello, che ripartisce la pianificazione e l’attuazione tra il Governo centrale italiano e le 21 Regioni. Il Governo centrale stabilisce i livelli essenziali di assistenza (LEA) e il budget sanitario nazionale. Il sistema è stato concepito per garantire una copertura universale e un accesso equo ai servizi sanitari a tutti i cittadini italiani e ai residenti legali. Tuttavia, garantire l’accessibilità su tutto il territorio nazionale è stata una sfida per la struttura di governance decentrata dell’Italia, che delega alle autorità regionali importanti responsabilità di gestione dell’assistenza sanitaria, in linea con i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Questo equilibrio tra supervisione centrale e attuazione regionale ha determinato variazioni nella qualità dei servizi e nell’accesso, in particolare tra le diverse aree geografiche. In considerazione dell’incremento della domanda di assistenza sanitaria, motivato dai cambiamenti demografici e dall’evoluzione delle esigenze mediche (Longo et al., 2024), il SSN ha intrapreso un percorso di miglioramento dell’efficienza e dell’equità, attraverso innovazioni strutturali e tecnologiche mirate. A livello operativo, si identificano due modelli organizzativi per l’erogazione dei servizi: Le reti assistenziali e le reti Hub-Spoke (H-S). È opportuno notare che tali modelli organizzativi possono subire variazioni a livello regionale (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2022, 2024). Sebbene tali modelli siano concepiti per assicurare un accesso efficace e equo all’assistenza sanitaria, presentano differenze significative in termini di struttura, finalità e benefici. È fondamentale evidenziare che l’accessibilità all’assistenza sanitaria si riferisce alla capacità dei pazienti di ottenere servizi sanitari tempestivi e appropriati quando necessario. L’accessibilità, intesa come possibilità di accesso alle cure sanitarie, comprende diverse dimensioni critiche, tra cui la vicinanza fisica alle strutture e ai servizi sanitari, l’accessibilità economica, la disponibilità di appuntamenti, i tempi di attesa e l’assenza di barriere amministrative che possono impedire l’accesso alle cure. Il modello H-S riorganizza l’erogazione dell’assistenza sanitaria, centralizzando i servizi medici specializzati in centri di riferimento designati, garantendo contestualmente un accesso più esteso alle cure primarie e di routine attraverso strutture di livello inferiore (Lee e Porter, 2013). Tali strutture H-S si focalizzano su specifiche aree dell’assistenza sanitaria, quali la cardiologia o la neurologia. In alternativa, le Reti assistenziali si pongono l’obiettivo di fornire un’assistenza continua e completa ai pazienti che ne hanno necessità a livello locale, coprendo tutte le aree di assistenza in base alle esigenze individuali. Per sfruttare appieno i nuovi sistemi e tecnologie digitali, l’introduzione del sistema Connected Care integra i sistemi e le tecnologie sanitarie per facilitare flussi di informazioni più efficienti, servizi di telemedicina e interoperabilità delle cartelle cliniche elettroniche tra questi due sistemi operativi (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2024; Ielo et al., 2024). Tali sviluppi hanno affrontato le disuguaglianze regionali, ridotto la frammentazione dell’assistenza sanitaria e ampliato l’accesso ai servizi sanitari digitali. Tuttavia, le sfide legate all’implementazione, ai finanziamenti, alle infrastrutture tecnologiche e alle disuguaglianze regionali persistono. Tali barriere continuano a influenzare l’evoluzione del sistema sanitario italiano. È altresì rilevante evidenziare la presenza di diverse competenze degli utenti per i pazienti e gli operatori sanitari, a seconda delle tecnologie e dei servizi (Bobini et al., 2023: 480-484). Prima di procedere alla sintesi degli elementi suddetti, è fondamentale analizzare il SSN, la sua struttura organizzativa e i meccanismi di finanziamento, al fine di comprendere appieno le barriere e le opportunità che si presentano. Che cos’è l’SSN: struttura operativa Il SSN italiano, fondato nel 1978, si ispira al modello sanitario Beveridge, garantendo l’accesso universale all’assistenza sanitaria come diritto fondamentale di ogni cittadino e residente legale. Il sistema opera come un sistema universale finanziato mediante le imposte, con una struttura decentrata che garantisce l’autonomia regionale. Il Governo centrale, da un lato, fornisce i finanziamenti necessari, stabilisce i regolamenti e definisce i livelli essenziali di assistenza (LEA), che tutte le 21 Regioni sono tenute ad attuare. Nonostante il decentramento possa effettivamente consentire alle regioni di adattare l’assistenza sanitaria alle esigenze locali, emergono tensioni tra gli standard nazionali uniformi e l’implementazione regionale (Ministero della Salute, 2025). Il Ministero della Salute stabilisce le priorità sanitarie a livello nazionale, definisce il pacchetto di prestazioni essenziali (LEA), determina il finanziamento pro capite in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e supervisiona la pianificazione a lungo termine. Il sistema sanitario nazionale (SSN) è responsabile della sorveglianza, dell’allocazione delle risorse e della collaborazione con le autorità sanitarie regionali e gli Istituti di Cura e Ricerca Scientifica (IRCCS). Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) segue un processo di pianificazione sanitaria triennale a livello nazionale, regionale e locale. Le regioni adattano le priorità nazionali ai loro contesti socio-epidemiologici attraverso le Autorità Sanitarie Locali (ASL), che gestiscono i servizi sanitari attraverso strutture pubbliche e private, incluse le misure sanitarie preventive, l’assistenza primaria e l’assistenza secondaria. I medici di base (GP) e i pediatri, in qualità di contraenti indipendenti, svolgono un ruolo di gatekeeper per i livelli superiori di assistenza, garantendo la fornitura di servizi integrati. Tale struttura a livelli multipli equilibra la supervisione nazionale con la flessibilità regionale, allineando l’implementazione delle politiche alle necessità sanitarie locali (Ministero della Salute, 2025; Greco et al., 2024). Cos’è il SSN: meccanismi di finanziamento Nel 2022, il finanziamento del settore sanitario italiano rappresentava circa il 9% del PIL, un valore inferiore alla media UE del 10,4% per lo stesso anno (De Belvis et al., 2022; Longo et al., 2024). I meccanismi di finanziamento e di assegnazione del SSN si articolano in tre principali aree: il Fondo Sanitario Nazionale (FSN), la distribuzione regionale e le integrazioni regionali. Tali fondi vengono allocati attraverso un processo a più livelli, a partire dal FSN. L’FSN (Fattore di Sostenibilità Nazionale) viene stabilito su base annua mediante un budget preliminare, tenendo in considerazione gli indicatori macroeconomici e le proiezioni demografiche. Per il 2025, il budget sanitario è aumentato da circa 134 miliardi di euro a 136,5 miliardi di euro, con una previsione di incremento a 141,3 miliardi di euro entro il 2027 (Ministero della Salute, 2024b). Una volta calcolato, il FSN viene distribuito a livello regionale e gestito dalla Conferenza Stato-Regioni, al fine di facilitare la comunicazione e il consenso tra le autorità nazionali e regionali. La distribuzione regionale segue formule di capitalizzazione che tengono conto della struttura demografica, dei profili epidemiologici e delle variazioni geografiche dei costi. I criteri di ripartizione chiave includono: (1) il principio di capitalizzazione, che tiene conto dei bisogni sanitari legati all’età, in particolare nelle popolazioni più anziane; (2) gli aggiustamenti basati sui bisogni sanitari e sulla complessità del servizio, come la prevalenza di malattie croniche; (3) le differenze di costo influenzate dalla geografia e dai fattori socio-economici; e (4) il fondo di perequazione, che garantisce un accesso equo ai servizi sanitari per le regioni con minore capacità fiscale. La natura decentralizzata del SSN implica che le entità regionali sono tenute a competere per ottenere finanziamenti pubblici limitati. Il terzo meccanismo, i top-up regionali, consente alle regioni di integrare il finanziamento centrale con un massimo del 3,5% del loro budget sanitario totale attraverso la tassazione locale, se necessario (De Belvis et al., 2024b; Garattini et al., 2022). Il sistema di allocazione delle risorse in esame affronta le disomogeneità regionali e garantisce un’erogazione efficiente ed equa dell’assistenza sanitaria a livello nazionale. Tuttavia, le sfide persistono, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture sanitarie pubbliche e il coinvolgimento della sanità privata, come evidenziato durante la pandemia di COVID-19 (De Belvis et al., 2022). Cos’è il SSN: Ospedali in Italia Negli ultimi anni, la spesa pubblica per gli ospedali in Italia ha subito un incremento graduale, in risposta all’aumento della domanda di servizi sanitari. Le suddette spese si riferiscono a strutture pubbliche e private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, che forniscono principalmente servizi medici, diagnostici e di cura, inclusa l’assistenza notturna da parte di personale medico, alloggi specializzati, assistenza diurna, servizi ambulatoriali e assistenza sanitaria a domicilio. Nel periodo compreso tra il 2012 e il 2020, si è osservato un incremento medio annuo dell’1,86% nella spesa pubblica per il settore ospedaliero. Un incremento considerevole si è registrato nel 2020, con una crescita del 4,8%, raggiungendo una spesa pubblica per gli ospedali di circa 73,1 miliardi di euro e prevedendo un aumento a 73,3 miliardi di euro entro il 2023 (dati aggiornati al momento della stesura). Nonostante un incremento della spesa, si osserva una diminuzione delle strutture pubbliche e dei posti letto ospedalieri su tutto il territorio nazionale, argomento che verrà trattato in modo più approfondito nella sezione successiva (Istituto Nazionale di Statistica, 2025a). Il SSN integra strutture/facoltà sanitarie pubbliche e private accreditate dal SSN. Le strutture pubbliche e private hanno subito un declino costante tra il 2014 e il 2021 (Istituto Nazionale di Statistica, 2025a). Le regioni nord-occidentali e meridionali presentano il maggior numero di strutture sanitarie, mentre le isole e le aree nord-orientali ne evidenziano una quantità inferiore. La tabella seguente illustra la distribuzione delle strutture sanitarie pubbliche e private nelle macroregioni italiane nel 2021: | Nord-Ovest | 130 | 139 | 269 | | Sud | 131 | 137 | 268 | | Centrale | 103 | 101 | 204 | | Isole | 90 | 71 | 161 | | Nord-Est | 68 | 81 | 149 | Tabella 1 : Strutture sanitarie pubbliche e private del SSN. Inoltre, si osserva una correlazione tra la diminuzione del numero di strutture sanitarie e il calo dei posti letto ospedalieri nello stesso periodo. Tuttavia, nel 2021, si è verificato un incremento considerevole del numero di letti ospedalieri su tutto il territorio nazionale, in risposta alla pressante necessità di capacità ospedaliera determinata dalla pandemia di COVID-19, che ha colpito il Paese con particolare intensità. Nel 2014, il tasso di ospedalizzazione era di 3,25 letti per 1000 abitanti, con un calo costante fino a 3,1 per 1000. L’aumento osservato nel 2021 ha determinato un incremento del numero di posti letto, che ha raggiunto 3,54 per 1.000 abitanti (Istituto Nazionale di Statistica, 2025a). La mappa seguente illustra la distribuzione regionale dei posti letto ospedalieri nel 2021: Le figure 1 e 2 illustrano una correlazione positiva tra il numero di strutture per macroarea e la concentrazione di posti letto per regione. Tale correlazione contribuisce altresì all’attrattiva relativa delle regioni per le strutture e i servizi sanitari (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2024). L’analisi dei flussi finanziari associati a tali trasferimenti consente di valutare l’attrattiva delle strutture e dei servizi sanitari regionali, pubblici e privati, in termini di KPI. La mobilità dei flussi finanziari, come delineata dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), si suddivide in due categorie principali: la mobilità passiva, nota anche come mobilità in uscita, e la mobilità attiva, definita anche come mobilità in entrata. La mobilità passiva, definita come il movimento di residenti da una regione verso altre per l’accesso a servizi sanitari, rappresenta un indicatore rilevante per la valutazione delle prestazioni sanitarie e della sostenibilità dei sistemi di salute regionali. Livelli relativamente elevati di mobilità passiva possono indicare la presenza di lacune o debolezze nei servizi e nelle strutture sanitarie offerte da tali regioni. In alternativa, la mobilità attiva si riferisce ai residenti di altre regioni che si recano in una regione specifica; in altre parole, l’afflusso di pazienti esterni rispetto alla regione misurata (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2024: 4-6). Alti livelli di mobilità attiva possono suggerire che la regione dispone di strutture e servizi sanitari relativamente forti e attraenti, che esercitano un’attrazione su pazienti provenienti da altre regioni. Sebbene l’ambito di ciò che AGENAS fornisce per la mobilità sanitaria (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2024) non possa essere trattato in questo articolo, è importante analizzare gli elementi essenziali per contestualizzare i risultati in linea con l’ambito del presente documento. L’analisi della mobilità attiva dei residenti tra le regioni, che si configura come un indicatore rilevante, si basa sull’impiego di diversi KPI per la valutazione dell’attrattiva complessiva delle strutture e dei servizi sanitari di una regione. Tali indicatori includono, in particolare, l’indice di attrattività totale (Indice di Attrattività Totale), che misura la capacità di una regione di attrarre pazienti da altre aree. Un valore più elevato indica una maggiore attrazione della regione per coloro che cercano assistenza sanitaria al di fuori della regione stessa. (2) Valori di attrazione pubblica e privata (Valore Attratto Pubblico Percentuale e Valore Attratto Privato Percentuale); indica se l’attrattiva di una regione è guidata maggiormente dalle sue offerte sanitarie pubbliche o private per i pazienti in arrivo. (3) Guadagni finanziari (Ricavi); le entrate finanziarie acquisite dalla regione mediante le proprie strutture e i propri servizi sanitari da coloro che richiedono assistenza sanitaria al di fuori della regione (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2025). Analizzando collettivamente tali indicatori, nel 2023 la Regione Lombardia si distingue per un elevato indice di attrattività del 14,87% e per i maggiori ricavi generati dai pazienti provenienti da altre regioni, pari a oltre 573 milioni di euro. Analizzando l’attrattiva delle offerte sanitarie pubbliche e private, emerge che il valore privato attratto si è attestato al 73,90%, rispetto al 26,10% del valore pubblico. Questo suggerisce che la Regione Lombardia funga da centro di riferimento per i servizi sanitari, attirando pazienti provenienti da altre regioni. Le strutture sanitarie private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale sembrano giocare un ruolo predominante in questo processo di attrazione (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2025). È importante notare che tali flussi possono verificarsi per diverse ragioni, tra cui i trasferimenti di pazienti tra strutture sanitarie regionali. In alternativa, la Regione Basilicata presenta un quadro differente per quanto riguarda la mobilità attiva nello stesso anno. Sebbene la Basilicata abbia registrato un indice di attrattività più elevato, pari al 19,32%, i ricavi generati dai pazienti provenienti da altre regioni sono ammontati a oltre 22,6 milioni di euro. L’attrattiva maggiore era rivolta alle strutture e ai servizi pubblici, con una percentuale del 99,93%, rispetto allo 0,17% del valore privato (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2025). Gli esempi citati forniscono un’istantanea parziale della complessità del sistema sanitario regionale e di come le sue strutture e i suoi impianti possano influenzare i flussi di pazienti e i ricavi. L’analisi dei flussi di pazienti attivi e passivi può evidenziare come le regioni differiscano in termini di attrattiva grazie all’assistenza sanitaria privata specializzata o ai servizi e alle strutture sanitarie pubbliche meglio percepite. Inoltre, può evidenziare le aree in cui lo sviluppo dei servizi e le percezioni possono essere migliorate. Un indicatore che riflette il numero di letti ospedalieri è il tasso di ospedalizzazione. Nel 2022, il tasso medio di ospedalizzazione in Italia ammontava a 122,5 per 1000 abitanti. Tale indice presenta variazioni tra le diverse regioni, con la Valle d’Aosta che registra circa 152 ricoveri per 1000 abitanti, rispetto alla Puglia, che registra circa 106,3 per 1000 abitanti (Istituto Nazionale di Statistica, 2025a). Nel valutare la capacità e l’efficienza di un sistema sanitario, un indicatore rilevante da considerare è il tasso di ospedalizzazione e la disponibilità di posti letto. L’equilibrio tra i due fattori è fondamentale, in quanto un tasso di ospedalizzazione superiore rispetto al numero di posti letto disponibili potrebbe determinare condizioni di sovraffollamento degli ospedali, tempi di attesa più estesi, trattamenti ritardati e probabilmente un aumento della mortalità dei pazienti. Questa situazione comporta un’ulteriore pressione sulle risorse disponibili, che a sua volta esercita una pressione sulle decisioni di triage, con conseguente aumento dei costi e rischio di burnout per il personale medico. La pandemia di COVID-19, sebbene costituisca un evento eccezionale, ha messo in luce la capacità di stress a cui potrebbe essere sottoposto il sistema sanitario. In alternativa, quando il numero di letti ospedalieri disponibili supera il tasso di ospedalizzazione, le risorse risultano sottoutilizzate, con conseguenti inefficienze fiscali e, in ultima analisi, costi sanitari più elevati. Questa tendenza potrebbe potenzialmente determinare ricoveri non necessari, con l’obiettivo di giustificare i tassi di occupazione dei letti, contribuendo così a un sovraccarico delle risorse mediche senza una reale necessità (OCSE, 2023: 112). Migliorare l’SSN: Negli ultimi anni, l’Italia ha implementato significative innovazioni nel proprio sistema sanitario, con l’introduzione delle Reti assistenziali, delle Reti Hub-Spoke (H-S) e del CCM all’interno del SSN, come adattamenti strategici al modello Beveridge. Tali innovazioni sono progettate per affrontare le sfide imposte dai cambiamenti demografici e dalla distribuzione disomogenea dei servizi sanitari, in particolare nelle regioni caratterizzate da alti tassi di mortalità per malattia (Ielo et al., 2024). Le Care Networks, d’altro canto, si focalizzano sui servizi sanitari territoriali, promuovendo la prossimità e l’integrazione tra i livelli di assistenza, con l’obiettivo di garantire ai pazienti un’assistenza continua, accessibile e completa all’interno delle loro comunità locali. Le Reti H-S sono impiegate per servizi specializzati, organizzati intorno a ospedali centrali ”Hub” che forniscono cure ad alta complessità, supportati da strutture più piccole ”Spoke” che gestiscono casi a bassa complessità. L’Italia integra anche soluzioni sanitarie digitali nell’ambito del CCM, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi e l’accesso. Tale approccio si avvale della telemedicina, della condivisione di informazioni digitali e della collaborazione istituzionale al fine di potenziare il coordinamento dei servizi e l’assistenza centrata sul paziente, con l’obiettivo di accrescere ulteriormente la capacità del SSN di fornire un’assistenza sanitaria equa ed efficace su scala nazionale. Entrambi gli adattamenti sono orientati a migliorare l’efficienza dell’assistenza sanitaria e l’accesso ai servizi e alle informazioni (Corso et al., 2020: 17-18). Reti per l’erogazione dell’assistenza nell’ambito del SSN I modelli di rete impiegati dal SSN coprono i livelli di assistenza primaria e secondaria. Le Care Networks sono progettate per fornire un’assistenza accessibile, continua e completa alle comunità locali. Tali reti sono organizzate intorno ai fornitori di cure primarie (PCP), ovvero medici di medicina generale e medici di base, che svolgono il ruolo di primo punto di contatto per i pazienti. Questi professionisti operano in stretta collaborazione con specialisti che forniscono consulenze e trattamenti per esigenze sanitarie più complesse. Una peculiarità di rilievo di tali reti è la coordinazione tra i PCP e gli specialisti, al fine di garantire una gestione del paziente priva di interruzioni. Le reti assistenziali sono progettate per fornire livelli completi di assistenza, attraverso cliniche specializzate o servizi di assistenza sanitaria a domicilio, evitando l’ospedalizzazione quando non strettamente necessaria (Ansaldi et al., 2024). Gli ospedali appartenenti al SSN (Servizio Sanitario Nazionale) erogano servizi di ricovero, cure d’emergenza e procedure avanzate, mentre i servizi comunitari includono assistenza domiciliare, riabilitazione, servizi di salute mentale e supporto sociale. I meccanismi di integrazione digitale, quali la telemedicina, risultano efficaci nel migliorare l’accessibilità e la continuità delle cure, in particolare nelle aree rurali o con servizi limitati. Gli obiettivi delle Reti assistenziali includono il miglioramento dell’accessibilità all’assistenza sanitaria, la gestione delle condizioni croniche attraverso il monitoraggio continuo e la riduzione dei ricoveri ospedalieri mediante il rafforzamento dell’assistenza ambulatoriale e comunitaria. Tali obiettivi sono orientati alla creazione di un sistema sanitario più efficiente e centrato sul paziente (Mauro et al., 2023; Ansaldi et al., 2024). A livello regionale, il SSN opera attraverso reti gerarchiche Hub-Spoke (H-S). Tali reti sono progettate per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria e la fornitura di cure specializzate a livello regionale. Gli Hub, spesso ospedali affiliati alle università, forniscono cure avanzate, mentre gli Spoke, cliniche più piccole o uffici dei medici di base, offrono servizi di routine. L’obiettivo è che gli Spoke operino come strutture di assistenza primaria, con il compito di rinviare i pazienti agli Hub solo quando si rende necessario un trattamento specializzato (Sottoriva et al., 2024: 401-403). Un esempio notevole di rete H-S è la Rete Siciliana di Neuroriabilitazione, che comprende tre Hub a Palermo, Catania e Messina con 16 Spoke associati. La rete ha conseguito una riduzione dei trasferimenti interregionali di pazienti pari a circa il 40%, evidenziando il ruolo degli Spoke nel gestire il flusso di pazienti, nell’alleggerire la pressione sugli Hub e nel garantire l’accesso all’assistenza specializzata (Ielo et al., 2024). Inoltre, il sistema di triage pre-ospedaliero della Puglia, integrato con la rete di telemedicina cardiovascolare, ha dimostrato di ridurre significativamente il tempo di accesso al trattamento per i pazienti con infarto miocardico con innalzamento del segmento ST (STEMI), riducendo il tempo di attesa ”door-to-balloon ” a non più di 90 minuti. L’impiego di una combinazione di telemedicina e della rete H-S per la valutazione dei pazienti con infarto prima del loro arrivo in ospedale ha condotto a un trattamento più celere e a una riduzione dell’onere per le strutture Hub e Spoke (Brunetti et al., 201: 5-8). Tali risultati evidenziano l’efficacia del modello H-S nel migliorare l’erogazione delle cure in specifici ambiti medici. Nonostante i successi ottenuti, come per le Reti assistenziali, i vincoli finanziari e le disparità regionali in termini di risorse e capacità infrastrutturali rappresentano ancora significative sfide. Tali diseguaglianze sono riscontrabili tra le regioni del Nord e quelle del Sud Italia. Ad esempio, l’89% delle regioni settentrionali dispone di apparecchiature di diagnostica per immagini avanzate nei propri Hub, rispetto al 58% delle regioni meridionali. Inoltre, il 32% degli Spoke non dispone di professionisti o specialisti dedicati, affidandosi invece ai medici di base per l’assistenza primaria, il che può affaticare le risorse e portare a un aumento dei rinvii agli Hub (Ielo et al., 2024). Persistono altresì lacune tecnologiche, in particolare nell’interoperabilità delle cartelle cliniche elettroniche tra le regioni, e i protocolli frammentati dei dispositivi medici necessitano dell’inserimento manuale dei dati nel 63% dei centri, influendo sul coordinamento delle cure (De Cola et al., 2023; Page et al., 2024). La tabella seguente illustra le differenze principali tra le due reti operative: | Scopo | Assistenza localizzata e integrata per tutti i pazienti | Assistenza specializzata per condizioni complesse | | Struttura | Decentrato tra le comunità | Centralizzato con gli Hub supportati dagli Spoke | | Focus | Gestione delle malattie croniche e cure primarie | Diagnostica avanzata e trattamenti specializzati | | Accessibilità | Basato sulla prossimità | Basato sul referral | | Copertura tipica | All’interno della provincia o dell’area provinca/metropolitana | All’interno della regione | Tabella 2 : Ripartizione della rete sanitaria SSN Tali reti hanno favorito l’accesso all’assistenza sanitaria e ridotto le disuguaglianze geografiche. Tuttavia, persistono disparità regionali e alcuni pazienti devono ancora affrontare trasferimenti interregionali per il trattamento o incontrano difficoltà nel raggiungere le strutture sanitarie necessarie, come evidenziato dalla mobilità dei pazienti (Ielo et al., 2024). Al fine di contrastare le diseguaglianze riscontrate, il governo italiano ha deliberato di investire nel modello Connected Care, il quale persegue l’integrazione di soluzioni digitali, quali la telemedicina e la condivisione elettronica delle informazioni sanitarie, al fine di ottimizzare l’efficienza e l’equità nell’erogazione delle cure su tutto il territorio nazionale. Il modello Connected Care mira a colmare le lacune attuali migliorando il coordinamento dei servizi e rendendo l’assistenza sanitaria più accessibile, con un’attenzione particolare all’assistenza sanitaria centrata sul paziente (Corso et al., 2020). Il modello Connected Care, sfruttando le tecnologie digitali, mira a ridurre i trasferimenti superflui dei pazienti, a ottimizzare l’erogazione dell’assistenza sanitaria e a supportare gli obiettivi del SSN, tra cui la garanzia di un’assistenza sanitaria equa. Gli investimenti continui sia nelle infrastrutture che nelle soluzioni sanitarie digitali si pongono come elementi imprescindibili per mitigare le diseguaglianze riscontrate e garantire il successo a lungo termine del sistema sanitario italiano. La sezione successiva si propone di contestualizzare l’eHealth italiano per facilitare la disimparata e la comprensione del modello Connected Care. L’SSN e l’eHealth: In tale contesto, l’Italia sta implementando un sistema integrato di gestione dei dati sanitari, denominato ”ecosistema dei dati sanitari”, nell’ambito degli sforzi di modernizzazione del settore sanitario. L’ecosistema in esame risulta in linea con gli obiettivi e le aspirazioni sanitarie italiane, così come con lo Spazio dei dati sanitari dell’Unione Europea (Ministero della Salute, 2025b). L’ecosistema italiano dei dati sanitari comprende un’ampia e diversificata gamma di dati generati e successivamente utilizzati da pazienti, fornitori di assistenza sanitaria, autorità sanitarie regionali e istituti di ricerca. La cartella clinica elettronica rappresenta un elemento fondamentale di tale ecosistema, noto come Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0). L’FSE 2.0 rappresenta la seconda variante del fascicolo sanitario digitale italiano, progettato per fungere da piattaforma centrale che facilita lo scambio sicuro e interoperabile delle informazioni sanitarie dei pazienti (Ministero della Salute, 2025c). L’Agenzia Nazionale per la Sanità Digitale (ANSD) è responsabile della costruzione, del monitoraggio e della garanzia del mantenimento della governance dei dati e degli standard di interoperabilità per tale ecosistema. L’ANSD riceve supporto dal Ministero della Salute e da diverse normative e linee guida, che hanno stabilito i parametri tecnici e operativi per l’implementazione dell’FSE 2.0 a livello nazionale. A livello internazionale, l’ANSD rappresenta il punto di riferimento e l’organo di governance all’interno dell’Ecosistema dei Dati Sanitari, con il compito di gestire i dati sanitari italiani all’interno dello Spazio dei Dati Sanitari dell’UE (Parlamento Europeo e Consiglio, 2025). La creazione e lo sviluppo dell’Ecosistema Italiano di Dati Sanitari si allineano con le strategie nazionali ed europee più ampie, che mirano a sfruttare i sistemi e le tecnologie digitali per migliorare l’erogazione dell’assistenza sanitaria, la ricerca medica e, in generale, la salute pubblica. L’obiettivo generale è quello di promuovere l’adozione del modello Connected Care, che prevede un flusso costante e sicuro di dati sulla salute, con l’intento di conferire potere ai pazienti e supportare l’operato degli operatori sanitari. Questo cambiamento, a sua volta, dovrebbe migliorare l’efficienza e l’efficacia del SSN (Ministero della Salute, 2025b). Il SSN e l’eHealth: Assistenza connessa Nel 2019, l’Italia ha formalizzato il Connected Care Model (CCM) nell’ambito del ”Piano Nazionale per la Connected Care” come parte dell’Ecosistema dei Dati Sanitari, con l’obiettivo di affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente prevalenza di malattie croniche. Il CCM rappresenta un’iniziativa di salute digitale che integra le strutture sanitarie al fine di offrire un’assistenza continua attraverso canali di comunicazione digitali (Corso et al., 2020). Tale iniziativa si inserisce negli obiettivi più ampi dell’Unione Europea per la salute digitale e rappresenta il passaggio dell’Italia verso un ecosistema sanitario digitale (Parlamento Europeo e Consiglio, 2025). Il modello incorpora i progressi della telemedicina e l’interoperabilità delle cartelle cliniche elettroniche (FSE 2.0), consentendo ai pazienti di accedere ai risultati di laboratorio, agli studi di imaging e ai piani di trattamento tramite portali regionali (Corso et al., 2020; Ministero della Salute, 2025c). Un esempio di operatività del modello Connected Care è rappresentato dal progetto pilota di telemedicina dell’IRCCS Policlinico San Donato. Il servizio di telemedicina del Gruppo San Donato è stato sottoposto a un processo di aggiornamento con l’obiettivo di ampliarne le funzionalità. Il pilota, come strumento tecnologico integrato nel sistema ospedaliero, consente agli utenti di prenotare visite di telemedicina, ricevere consultazioni virtuali e consultazioni scritte online con gli specialisti dell’ospedale direttamente dalla sezione dei servizi online. La prima piattaforma di telemedicina è stata avviata nel 2020. La piattaforma pilota è stata lanciata nell’ottobre 2023 e allineata al modello Connected Care, con l’intenzione di integrarsi nell’ecosistema sanitario digitale e di coinvolgere gradualmente tutti i medici e il personale amministrativo delle strutture del Gruppo. Attualmente, il progetto è attivo in 15 strutture del Gruppo San Donato, coinvolgendo centinaia di medici e migliaia di pazienti (Gruppo San Donato, 2024). Tuttavia, permangono alcune sfide che ostacolano la piena realizzazione del potenziale del modello Connected Care. Una barriera significativa è rappresentata dal divario digitale. Il digital divide è definito come il divario nell’accesso e nell’alfabetizzazione delle tecnologie digitali, in particolare tra le popolazioni anziane. Nel contesto italiano, solo il 45,8% circa degli individui di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base o superiori. Inoltre, si evidenzia che il 41% degli italiani con più di 75 anni non ha accesso a Internet. In linea generale, le limitate competenze digitali possono ostacolare significativamente l’adozione della telemedicina (Eurostat, 2024). Ulteriori complicazioni sono inoltre causate dalle differenze regionali nell’infrastruttura tecnologica. Mentre l’89% delle strutture sanitarie del Nord Italia è compatibile con le cartelle cliniche elettroniche, solo il 58% di quelle del Sud lo è, evidenziando un chiaro divario nord-sud nelle capacità della sanità digitale (Bobini et al., 2023; Page et al., 2024). Un’ulteriore barriera significativa è rappresentata dal divario nella formazione della forza lavoro e nell’adozione delle tecnologie di eHealth e telemedicina. Molti operatori sanitari non possiedono una formazione adeguata nell’uso degli strumenti digitali per la salute, nonostante l’interesse per la tecnologia (Locatelli et al., 2023: 32-35). Questo problema ostacola il successo del modello. Inoltre, la natura decentrata del SSN comporta problemi di coordinamento e standardizzazione tra le regioni, incidendo sull’efficacia del CCM e dimostrando incoerenze nell’adozione di tecnologie critiche in tutte le strutture sanitarie (The Lancet Regional Health - Europe, 2025). L’interazione sinergica tra le reti assistenziali, le reti H-S e il CCM si configura come un elemento cruciale per ottimizzare l’erogazione dell’assistenza sanitaria. La struttura decentrata del SSN complica il coordinamento e origina percorsi di cura frammentati. La frammentazione del sistema comporta oneri aggiuntivi sia per gli operatori sanitari che per i pazienti (The Lancet Regional Health - Europe, 2025). In talune circostanze, gli Hub e gli Spoke potrebbero non conformarsi ai protocolli di cura standardizzati, con possibili ripercussioni sui risultati dei pazienti, un incremento dei costi e complicazioni nelle procedure di follow-up. La collaborazione tra H-S Molise e Napoli ha dimostrato che gli interventi chirurgici non urgenti che richiedono l’intervento di medici specialisti possono essere svolti in più regioni e produrre risultati positivi. La disomogeneità nell’integrazione tra gli Hub e gli Spoke in alcune regioni ha ripercussioni negative sulla tempestività delle cure di follow-up e sulla velocità dei trattamenti e dei controlli di follow-up (Buondonno et al., 2022). Nonostante le sfide citate, il CCM ha dimostrato un notevole potenziale nel migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria e nel ridurre le inefficienze. Il successo continuo del modello dipende dal superamento delle barriere create dal Digital Divide, dalle disparità regionali e dalla formazione insufficiente della forza lavoro. Inoltre, una maggiore standardizzazione dei percorsi di cura e una migliore integrazione tra gli Hub e gli Spoke si rivelano essenziali per garantire un’assistenza coerente ed equa su tutto il territorio nazionale. Il sistema eHealth italiano ha compiuto significativi progressi nel fornire gli strumenti necessari per la comunicazione sanitaria digitale e la bioinformatica, garantendo ai pazienti e agli operatori sanitari l’accesso alle informazioni sanitarie (Page et al., 2024). Nonostante i progressi osservati, nel 2023 i fornitori di servizi sanitari italiani incontravano ancora limitazioni in termini di connettività e condivisione dei dati all’interno della più ampia rete eHealth, con conseguenti silos di dati a livello regionale e categoriale (Page et al., 2024). Tali silos ostacolano la trasmissione di informazioni complete dai sistemi ICT sanitari alle cartelle cliniche elettroniche (EHR), compromettendo l’efficacia degli strumenti di salute digitale. Mentre il processo di maturità della salute digitale in Italia progredisce, l’implementazione dei sistemi digitali rimane inefficiente in tutte le regioni e i settori (Page et al., 2024; Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, 2024). La questione assume connotazioni particolarmente evidenti durante e dopo la pandemia di COVID-19, in quanto l’adozione delle tecnologie sanitarie digitali ha mostrato significative disomogeneità su tutto il territorio nazionale. Per sfruttare appieno il potenziale del modello, è necessario uno sforzo coordinato e integrato per affrontare le lacune tecnologiche, infrastrutturali e formative esistenti. Gli investimenti continui nell’infrastruttura sanitaria digitale, lo sviluppo della forza lavoro e gli sforzi per ridurre le disuguaglianze regionali miglioreranno l’erogazione dell’assistenza sanitaria e otterranno risultati più equi per tutti i cittadini. Sforzi di digitalizzazione: A partire dal 2011, sono stati intrapresi sforzi progressivi per affrontare tali lacune. Durante la pandemia da cui è derivata l’emergenza del virus SARS-CoV-2, una percentuale pari a circa il 32% dei medici italiani riteneva che le loro organizzazioni fossero adeguatamente preparate ad adottare le tecnologie digitali. Secondo una ricerca condotta da Deloitte nel 2020, circa il 42% degli intervistati si è dichiarato ragionevolmente preparato, mentre una percentuale leggermente inferiore, pari al 23%, si è definita solo leggermente preparata (Deloitte, 2020: 18). Questo sentimento è emerso nonostante un graduale aumento della spesa per l’assistenza sanitaria digitale, che è passata da 1,3 miliardi di euro nel 2011 a 1,5 miliardi di euro nel 2020. L’incremento più rilevante dei finanziamenti si è manifestato tra il 2020 e il 2021, quando la spesa è aumentata da 1,5 miliardi di euro a 1,69 miliardi di euro. Nonostante un incremento considerevole degli investimenti nell’ambito dell’assistenza sanitaria digitale, i medici ritengono che siano ancora necessarie diverse azioni per implementare con successo le tecnologie sanitarie digitali. Tra le barriere identificate, si annoverano le barriere burocratiche, la formazione inadeguata del personale e i costi elevati delle tecnologie stesse (Deloitte, 2020: 18; OECD/Commissione Europea, 2024: 141-151). Di conseguenza, il tasso di adozione delle tecnologie sanitarie digitali in Italia è rimasto relativamente basso. Solo la metà dei medici ha dichiarato di utilizzare piattaforme e strumenti di accesso online per l’assistenza ospedaliera primaria, e l’uso delle app mobili è stato altrettanto sottoutilizzato. Inoltre, solo il 38% dei medici ha utilizzato la telemedicina, nonostante il suo potenziale di trasformare l’assistenza ai pazienti. Tuttavia, circa il 69% dei medici ha dichiarato di utilizzare le cartelle cliniche elettroniche. I servizi di telemedicina più frequentemente utilizzati dai medici sono le tele-consultazioni con i medici specialisti, le tele-relazioni e le tele-visite. La telemedicina, intesa come teleconsulto con i medici di base (GP), teleassistenza o servizi di teleriabilitazione, è stata adottata da un numero limitato di medici (Locatelli et al., 2023: 27-31). Nel 2023, il Governo italiano ha allocato una parte dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per migliorare e sviluppare i servizi di telemedicina del Paese. L’iniziativa in questione si prefiggeva di migliorare l’accessibilità all’assistenza sanitaria, attribuendo priorità alle cure primarie e potenziando i servizi di telemedicina su tutto il territorio nazionale. Nonostante l’attuale basso utilizzo, si osserva un incremento dell’interesse per i servizi di telemedicina, con poco più di un quarto degli italiani affetti da malattie croniche che già usufruiscono dei servizi di telemedicina forniti dalle farmacie. Nonostante il livello di adozione rimanga basso, oltre il 50% degli italiani ha manifestato interesse nell’utilizzo dei servizi di telemedicina, sebbene meno del 25% abbia effettivamente utilizzato tali servizi (Locatelli et al., 2023: 26-27). L’implementazione dell’EHR (Electronic Health Record) in Italia ha rappresentato un elemento cruciale per il progresso del sistema sanitario verso la digitalizzazione. Nel corso del quarto trimestre del 2023, circa il 70% della popolazione italiana utilizzava gli EHR, un valore inferiore alla media UE dell’81%. A livello medico, solo 12 delle 21 regioni italiane avevano raggiunto una percentuale del 70% o superiore di medici qualificati che utilizzavano il sistema EHR, e solo cinque regioni riportavano una percentuale del 100% di utilizzo da parte di medici qualificati. A livello di pazienti, nelle 11 regioni in cui i pazienti utilizzavano l’EHR, solo tre registravano una percentuale superiore al 30% di pazienti che utilizzavano attivamente i loro EHR nell’ultimo trimestre del 2023 (Page et al., 2024; Statista, 2024: 5). Soddisfazione e utilizzo: In merito alla soddisfazione dei pazienti, negli ultimi vent’anni gli italiani hanno generalmente manifestato un’apprezzamento per le strutture sanitarie e le cure ricevute. L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha condotto un’indagine sulla soddisfazione dei pazienti che hanno effettuato almeno una visita ospedaliera dal 2006 al 2023. I risultati dell’indagine mostrano che una media dell’87,97% degli intervistati ha espresso soddisfazione per i servizi infermieristici offerti da queste strutture, mentre l’80,26% ha manifestato soddisfazione per i servizi sanitari disponibili. Il 90,08% degli utenti ha espresso soddisfazione per l’assistenza medica ricevuta negli ospedali italiani. La percezione del pubblico e l’accessibilità dei sistemi di assistenza sanitaria sembrano manifestare opinioni divergenti. A tal fine, sono state poste delle domande a un panel (Istituto Nazionale di Statistica, 2025b) e ai partecipanti è stato chiesto di esprimere il proprio gradimento o dissenso rispetto a quattro affermazioni chiave riguardanti la fornitura di assistenza sanitaria pubblica e l’accesso ai servizi e alle informazioni sulla salute pubblica. Per quanto concerne l’erogazione dell’assistenza sanitaria, il 76% dei partecipanti riteneva che i tempi di attesa per fissare un appuntamento con un medico fossero eccessivi e il 74% pensava che il sistema sanitario italiano fosse sovraccarico (Istituto Nazionale di Statistica, 2025b). Per quanto concerne l’accesso alle informazioni e ai servizi sanitari pubblici, solamente il 34% dei partecipanti ritiene che le informazioni sui servizi sanitari siano prontamente disponibili, mentre il 37% ritiene che le informazioni su come prendersi cura della propria salute siano prontamente disponibili quando necessario. Un’analisi condotta da Ipsos nel 2024 ha rivelato che solo il 28% dei partecipanti ritiene che fissare un appuntamento con un medico nella propria zona sia un’operazione agevole (Ipsos, 2024: 41-47). Nonostante l’elevato grado di soddisfazione per l’assistenza ricevuta, la popolazione incontra difficoltà nell’accesso efficiente al sistema sanitario nazionale, in particolare con l’implementazione di nuovi sistemi e tecnologie di eHealth, volti a migliorare l’accessibilità e la qualità dell’assistenza sanitaria. Conclusione: Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto significativi progressi verso il miglioramento della propria maturità in ambito sanitario, specialmente durante e successivamente alla pandemia di COVID-19. Questo progresso è stato caratterizzato da un incremento degli investimenti in infrastrutture e tecnologie fisiche e digitali, al fine di affrontare la carenza di personale sanitario e l’invecchiamento della popolazione. Tuttavia, l’implementazione di tali sistemi e tecnologie risulta disomogenea tra le diverse regioni, al di fuori dei livelli essenziali di assistenza stabiliti a livello nazionale. Inoltre, gli operatori sanitari devono affrontare una sfida di sviluppo delle competenze digitali e di riduzione del divario digitale tra una popolazione che invecchia e che beneficerebbe maggiormente di tali sistemi e tecnologie digitali. I progressi registrati nel settore dell’eHealth sono fortemente condizionati dal grado di consapevolezza e competenza degli operatori sanitari e dei pazienti riguardo a tali tecnologie. Nonostante lo sviluppo dei servizi di telemedicina, i miglioramenti e la continua diffusione dell’FSE offrano una prospettiva promettente per l’eHealth italiano, è ancora necessaria un’ulteriore integrazione nella rete sanitaria più ampia in tutte le regioni. Gli ostacoli all’accessibilità e all’usabilità degli sforzi di digitalizzazione perdureranno tra i gruppi summenzionati qualora gli stakeholder a livello regionale e nazionale non si adoperino collettivamente per affrontare l’alfabetizzazione digitale, la capacità e la consapevolezza dei sistemi e delle tecnologie eHealth. In considerazione del fatto che l’alfabetizzazione digitale rappresenta un elemento imprescindibile dell’alfabetizzazione contemporanea, costituendo una componente integrante dell’istruzione, dell’occupazione e dell’impegno civico nel mondo contemporaneo, l’analfabetismo digitale si configura come una problematica sociale che necessita dell’attenzione, del contributo e dell’intervento della società nel suo complesso. Tale contributo è demandato agli educatori a vari livelli, agli operatori sociali, alla comunità locale e ai membri della famiglia. Le autorità sanitarie nazionali e regionali rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo e nella promozione dell’assistenza sanitaria digitale, mentre la tutela dell’alfabetizzazione digitale rientra tra le responsabilità di una società più ampia, così come l’alfabetizzazione stessa. Bibliografia: Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. 2022. “Reti cliniche ospedaliere”. [Online]. Available at: https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/organizzazione-dei-servizi-sanitari (Accessed: 13 February 2025). Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. 2024. “La Mobilità Sanitaria in Italia - Edizione 2023”. [Online]. Available at: https://www.agenas.gov.it/i-quaderni-di-monitor-%E2%80%93-supplementi-alla-rivista/2479-la-mobilit%C3%A0-sanitaria-in-italia-edizione-2023 (Accessed: 13 February 2025). Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. 2025. “Mobilità Sanitaria”. [Online]. Available at: https://stat.agenas.it/web/index.php?r=public%2Findex&report=10 (Accessed: 13 February 2025). Ansaldi, F., Astengo, M., Battaglini, A., Grammatico, F., Marchini, F., Fiorano, A., Allegretti, S., Schenone, I., Amicizia, D. 2024. “A new organizational model of primary healthcare in Liguria, Italy. Insights and implications”. Journal of Preventive Medicine and Hygiene. 65(2):236-244. Bobini, M., Boscolo, P, R., Caccia, C., Petracca F., Rotolo, A. 2023. “La telemedicina verso il consolidamento: assetti organizzativi formalizzati ed emergenti nel SSN”. In Rapporto OASI 2023: 473-512. Brunetti, N, D., Di Pietro, G., Aquilino, A., Bruno, A, I., Dellegrottaglie, G., Di Giuseppe, G., Lopriore, C., De Gennaro, L., Lanzone, S., Caldarola, P., Antonelli, G. 2014. “Pre-hospital electrocardiogram triage with tele-cardiology support is associated with shorter time-to-balloon and higher rates of timely reperfusion even in rural areas: data from the Bari-Barletta/Andria/Trani public emergency medical service 118 registry on primary angioplasty in ST-elevation myocardial infarction”. European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care, 3(3): 204-213. Buondonno, A., Avella, P., Cappuccio, M., Scacchi, A., Vaschetti, R., Di Marzo, G., Maida, P., Luciani, C., Amato, B., Brunese, M, C., Esposito, D. 2022. “A hub and spoke learning program in bariatric surgery in a small region of Italy”. Frontiers in Surgery, 9. Corso, M., Lettieri, E.,Locatelli, P.,Masella, C., Sgarbossa, C., De Cesare, D. 2020. “Connected Care ed Emergenza Sanitaria: Coasa Abbiamo Importato e Cosa Fare Adesso?”. Politecnico Milano School of Management: Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità. De Belvis AG, Meregaglia M, Morsella A, Adduci A, Perilli A, Cascini F, Solipaca A, Fattore G, Ricciardi W, D’Agostino M, Maresso A, Scarpetti G. 2024b. “Italy: Health System Summary”. Copenhagen: European Observatory on Health Systems and Policies, WHO Regional Office for Europe; 2024. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO. De Belvis, A,G., Meregaglia, M., Morsella, A., Adduci, A., Perilli, A., Cascini, F., Solipaca, A., Fattore, G., Ricciardi, W., D’Agostino, M., Maresso, A., Scarpetti, G. 2024. “Italy: Health System Summary, 2024”. Copenhagen: European Observatory on Health Systems and Policies, WHO Regional Office for Europe; 2024. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO. De Belvis, A,G., Meregaglia, M., Morsella, A., Adduci, A., Perilli, A., Cascini, F., Solipaca, A., Fattore, G., Ricciardi, W., Maresso, A., Scarpetti, G. 2022. “Italy: Health system review”. Health Systems in Transition. 24(4). De Cola, M, C., Ielo, A., Lo Buono, V., Quartarone, A. and Calabrò, R, S. 2023. “Toward social-health integration in Sicily: description of the first hub and spoke model to improve the diagnostic therapeutic care paths for neurorehabilitation”. Frontiers in Public Health, 11. Deloitte. 2020. “Digital transformation: Shaping the future of European healthcare”. Deloitte Centre for Health Solutions. [Online]. Available at: https://www.deloitte.com/dk/en/Industries/government-public/research/shaping-the-future-of-european-healthcare.html (Accessed: 10 March 2025). European Parliament and Council. 2025. “Regulation (EU) 2025/327 of the European Parliament and of the Council of 11 February 2025 on the European Health Data Space and amending Directive 2011/24/EU and Regulation (EU) 2024/2847 (Text with EEA relevance)”. [Online]. Available at: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32025R0327 (Accessed: 14 March 2025). Eurostat. 2024. “Statistics Explained: Skills for the digital age”. [Online]. Available at: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?oldid=644626&utm (Accessed: 13 February 2025). Garattini, L., Badinella Martini, M. & Zanetti, M. 2022. “The Italian NHS at regional level: same in theory, different in practice”. European Journal of Health Economics. 23: 1–5. Greco, G., Giulio de Belvis, A., Meregaglia, M., Fattore, G., Ricciardi, W. 2024a. “Health Systems in Transition (HiT) profile. Country Overview: Italy”. Physical and human resources. [Online]. Available at: https://eurohealthobservatory.who.int/monitors/health-systems-monitor/countries-hspm/hspm/italy-2023/physical-and-human-resources/human-resources#planning-and-registration-of-human-resources (Accessed: 14 March 2025). Gruppo San Donato. 2024. “La nuova Telemedicina di Gruppo San Donato” [Online]. Available at: https://www.grupposandonato.it/servizi-telemedicina-teleconsulto (Accessed: 13 February 2025). Ielo, A. Quartarone, A., Calabrò, R.S., De Cola, M.C. .2024. “A hub and spoke model to supply the Sicilian neurorehabilitation demand: Effects on hospitalization rates and patient mobility”, Frontiers in Public Health, 12: 1-9. Ispos. 2024. “Ipsos Health Service Report 2024”. [Online]. Available at: https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/news/documents/2024-09/Ipsos-Health-Service-Report-2024-Global-Charts.pdf (Accessed: 14 March 2025). Istituto Nazionale di Statistica. 2025a. “Servizi sanitari e loro ricorso”. [Online]. Available at: https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,Z0810HEA,1.0/HEA_SERVICES/HEA_SERVICES_HOSP (Accessed: 11 March 2025). Istituto Nazionale di Statistica. 2025b. “Soddisfazione per i vari aspetti del ricovero”. [Online]. Available at: http://dati.istat.it/Index.aspx?lang=it&SubSessionId=621881bc-d39a-4ead-baeb-1d4cd095b4f8 (Accessed: 14 March 2025). Lee, T. and Porter, M., 2013. The strategy that will fix healthcare. Harvard Business Review. Locatelli, P.,Masella, C., Sgarbossa, C., De Cesare, D., Olive, M. 2023. “Telemedicina: il modello di matura dei servizi e la diffusione in Italia”. Politecnico Milano School of Management: Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità. Longo, F., Locatelli, F., Del Vecchio, M., Di Giulio, P., Giordano, S., Odone, A., Ranieri, V., Vineis, P. 2024. ‘Tackling the crisis of the Italian National Health Fund’, The Lancet Public Health, 9(1): e6-e7. Mauro, M. and Giancotti, M. 2023. “The 2022 primary care reform in Italy: Improving continuity and reducing regional disparities?”. Health Policy, 135. Ministero della Salute. 2023. “Livelli Essenziali di Assistenza, sintesi dei risultati del nuovo sistema di garanzia 2023, Ministero della Salute - Livelli essenziali di assistenza, sintesi dei risultati del Nuovo Sistema di Garanzia 2023”. [Online]. Available at: https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/livelli-essenziali-di-assistenza-sintesi-dei-risultati-del-nuovo-sistema-di/?tema=Livelli%2Bessenziali%2Bdi%2Bassistenza (Accessed: 11 March 2025). Ministero della Salute. 2024a. “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Cos’è la missione salute”. [Online]. Available at: https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/pnrrsalute/dettaglioContenutiPNRRSalute.jsp?lingua=italiano&id=5833&area=PNRR-Salute&menu=missionesalute (Accessed: 11 March 2025). Ministero della Salute. 2024b. “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. (24G00229)”. [Online]. Available at: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=104538 (Accessed: 11 March 2025). Ministero della Salute. 2025a. “Livelli essenziali di assistenza, sintesi dei risultati del Nuovo Sistema di Garanzia 2023”. [Online]. Available at: https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/livelli-essenziali-di-assistenza-sintesi-dei-risultati-del-nuovo-sistema-di/?tema=Livelli+essenziali+di+assistenza (Accessed: 11 March 2025). Ministero della Salute. 2025b. “Ecosistema dei dati sanitari” [Online]. Available at: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fascicolo-sanitario-elettronico/ecosistema-dei-dati-sanitari/ (Accessed: 11 March 2025). Ministero della Salute. 2025c. “Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0”. [Online]. Available at: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fascicolo-sanitario-elettronico/il-fascicolo-sanitario-elettronico-20/ (Accessed: 11 March 2025). OECD. 2023. “Health at a Glance 2023: OECD Indicators”. OECD Publishing, Paris. [Online]. Available at: https://doi.org/10.1787/7a7afb35-en . OECD/European Commission. 2024. “Health at a Glance: Europe 2024: State of Health in the EU Cycle”. OECD Publishing, Paris. [Online]. Available at: https://doi.org/10.1787/b3704e14-en . Page, M., Winkel, R., Behrooz, A., Bussink, R. “2024 2024 DIGITAL DECADE EHEALTH INDICATOR STUDY – ANNEX: Italy”. Publications Office of the European Union, 2024. Sottoriva, C, B., Del Vecchio, M., Giacomelli, G., Montanelli, R., Sartirana, M., Vidè, F. 2024. “Configurazione delle reti ospedaliere e organizzazione del personale: quali strategie e leve aziendali?”. Rapporto OASI 2024. Università Bocconi: 395-420. Statista. 2024. “Digital healthcare in Italy”. Statista Research Department. The Lancet Regional Health – Europe. 2025. “The Italian health data system is broken”. The Lancet Regional Health-Europe, 48. Information & Authors Information Version history Copyright This work is licensed under a Non Exclusive No Reuse License.

Keywords

Authors Metrics & Citations Metrics Article Usage 601views 159downloads Citations Download citation Alessandro Giovanni Vincenzo Napoli. Il Sistema Sanitario Nazionale e il panorama dell’eHealth in Italia: Un sistema multilivello di servizi sanitari e di salute digitale . Authorea. 15 May 2025. DOI: https://doi.org/10.22541/au.174733791.19227772/v1 DOI: https://doi.org/10.22541/au.174733791.19227772/v1 If you have the appropriate software installed, you can download article citation data to the citation manager of your choice. Simply select your manager software from the list below and click Download. For more information or tips please see 'Downloading to a citation manager' in the Help menu.

Text is read by the "Ask this paper" AI Q&A widget below. Extraction quality varies by source — PMC NXML preserves structure cleanly, OA-HTML may include some navigation residue, and OA-PDF can have broken hyphenation. The publisher copy (via DOI) is the canonical version.

My notes (saved in your browser only)

Ask this paper AI returns verbatim quotes from the full text · source: oa-doi-fallback

Answers must be backed by verbatim quotes from this paper's full text. Hallucinated quotes are dropped automatically; if no verbatim passage answers the question, we say so. How this works

Citation neighborhood (no data yet)

We don't have any in-corpus citations linked to this paper yet. This is a recent paper (2025) — citers typically take a year or two to land, and the OpenAlex reference graph may still be filling in.

Source provenance

europepmc
last seen: 2026-05-20T01:45:00.602351+00:00