Premessa. Storia di un dattiloscritto ritrovato

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Abstract

Il volume porta a compimento un progetto editoriale avviato oltre quarant’anni fa da Domenico D’Oria, già docente di Storia della Lingua francese presso l’Università degli Studi di Bari, intorno alla figura di Henri Meschonnic, teorico del linguaggio, saggista, traduttore e poeta francese tra i più noti e originali del nostro tempo. Alle riflessioni traduttologiche di quest’ultimo D’Oria ha dedicato numerosi studi nel corso della sua carriera, uno dei quali costituisce l’introduzione a questa raccolta di saggi, da lui tradotti per la prima volta in italiano tra il 1981 e il 1984, ma mai dati alle stampe finora. L’analisi degli scambi epistolari intercorsi tra Bari e Parigi rivela, peraltro, che il libro di fatto è stato concepito di comune accordo tra i due studiosi, sin dalla scelta della sua articolazione interna e del titolo. Poetica della traduzione rappresenta, infatti, una perfetta sintesi del pensiero di Meschonnic, fondato sulla totale analogia tra il tradurre e lo scrivere, entrambi intesi come processi e non come prodotti di azioni verbali, come un connubio di prassi e teoria. Va detto, inoltre, che così come era stata immaginata, la silloge comprendeva alcuni saggi allora inediti, espressamente concepiti per l’occasione, a mo’ di necessarie puntualizzazioni. Perciò il volume, che finalmente vede la luce a cura di Ida Porfido, con una prefazione di Fabio Scotto, oltre a rendere un doveroso omaggio ai suoi due autori, intende contribuire al dibattito, sempre più vivace e attuale, sulle innumerevoli implicazioni del gesto traduttivo.

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