{"paper_id":"49723809-dffd-4384-9d4d-c3df56b4fd59","body_text":"Introduzione\nL ’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla\npresenza di tessuto endometriale in sede ectopica a\nprevalente localizzazione pelvica, i cui sintomi princi-\npali sono l’infertilità ed il dolore. \nDal punto di vista anatomo-patologico l’endome-\ntriosi si classifica in endometriosi interna (o adeno-\nmiosi) ed esterna; quest’ultima può essere ulteriormen-\nte distinta in endometriosi pelvica ed endometriosi di\nun determinato organo o tessuto. Le lesioni dell’endo-\nmetriosi possono essere classificate in base ad un crite-\nrio macroscopico-topografico in isolate, diffuse o sot-\ntili; possono essere ancora classificate in base all’infil-\ntrazione dei tessuti in lesioni superficiali e profonde (o\nendometriosi profonda infiltrante). \nL ’endometriosi profonda infiltrante posteriore (DIPE,\nDeep Infiltrating Posterior Endometriosis) è caratterizzata\ndall’infiltrazione, nello spazio retroperitoneale, di\nghiandole e stroma endometriali fino ad una profon-\ndità di almeno 5 mm. In tale condizione sono presenti\nRIASSUNTO: Ruolo dell’ecografia transvaginale nell’endometriosi\nprofonda infiltrante posteriore.\nM.L. FALCO, A.E. PARETO, C. SERINO, F . TREZZA, R. FUSCO, G. DE\nLUCA, A. VALENTINO, M. OTTAVIANO, A. D’ETTORE, A. TOLINO\nLa diagnosi di endometriosi è una procedura complessa che richie-\nde l’utilizzo di pratiche invasive. Scopo del nostro studio è stato quel-\nlo di valutare l’accuratezza diagnostica dell’ecografia transvaginale\nnella diagnosi di endometriosi profonda infiltrante posteriore. A tale\nriguardo 96 pazienti operate per sospetta endometriosi pelvica sono\nstate selezionate per questo studio. I dati chirurgici ed istopatologici so-\nno stati confrontati con le ecografie eseguite preoperatoriamente. Tren-\ntanove pazienti su 96 hanno avuto diagnosi istopatologica di endome-\ntriosi profonda infiltrante posteriore. La sensibilità, la specificità, il\nvalore predittivo positivo e negativo e l’accuratezza diagnostica della\necografia transvaginale erano, rispettivamente, di 74,3%, 96,4%,\n93,5%, 84,6% e 87,5%. La conclusione del nostro studio è stata che\nin buone mani l’ecografia transvaginale presenta una buona accura-\ntezza per la localizzazione di formazioni endometriosiche nel compar-\ntimento posteriore. T ale accuratezza è direttamente proporzionale alle\ndimensioni del nodulo endometriosico.\nS\nUMMARY: Role of trans-vaginal sonography in deep infiltrating\nposterior endometriosis.\nM.L. FALCO, A.E. PARETO, C. SERINO, F . TREZZA, R. FUSCO, G. DE\nLUCA, A. VALENTINO, M. OTTAVIANO, A. D’ETTORE, A. TOLINO\nThe diagnosis of endometriosis is a complex procedure that re-\nquires the use of invasive practices. The aim of our study was to eval-\nuate the diagnostic accuracy of trans-vaginal ultrasound in diagnosing\ndeep infiltrating posterior endometriosis. In that regard, 96 patients\noperated for suspected pelvic endometriosis were selected for this study.\nThe surgical and histopathologic data were compared with ultrasound\nscans performed preoperatively. Thirty-nine out of 96 patients had\nhistopathologic diagnosis of deep infiltrating posterior endometriosis.\nThe sensitivity, specificity, positive and negative predictive values, and\ndiagnostic accuracy of trans-vaginal sonography were respectively\n74.3%, 96.4%, 93.5%, 84.6% and 87.55. The conclusion of our\nstudy was that, in good hands, trans-vaginal ultrasound has a good ac-\ncuracy in locating formations in the posterior compartment of en-\ndometriosis. This accuracy is directly proportional to the size of the en-\ndometriosis nodule.\nKEY WORDS: Endometriosi - Accuratezza - Ecografia transvaginale.\nEndometriosis - Accuracy - T rans-vaginal ultrasound.\nUniversità degli Studi di Napoli “Federico II”\nDipartimento Clinico di Emergenza Ostetrica e Ginecologica, \nMedicina della Riproduzione e Urologia\n(Direttore: A. Tolino)\n© Copyright 2011, CIC  Edizioni Internazionali, Roma\nRuolo dell’ecografia transvaginale nell’endometriosi \nprofonda infiltrante posteriore \nM.L. FALCO, A.E. PARETO, C. SERINO, F. TREZZA, R. FUSCO, G. DE LUCA, \nA. VALENTINO, M. OTTAVIANO, A. D’ETTORE, A. TOLINO\nGiorn. It. Ost. Gin. Vol. XXXIII - n. 4\nLuglio-Agosto 2011\n209\nmetodi, tecniche, farmaci\n\nfibrosi retroperitoneale e proliferazione delle cellule\nmuscolari lisce che possono sovvertire l’anatomia pelvi-\nca. Le strutture anatomiche maggiormente interessate\nsono la parete anteriore del retto-sigma, i legamenti\nutero-sacrali, la vagina ed il setto retto-vaginale. \nLa diagnosi di endometriosi si pone grazie all’esa-\nme istologico delle lesioni asportate mediante inter-\nvento laparoscopico. Nell’ambito del protocollo dia-\ngnostico, la prima modalità di immagine nella valuta-\nzione delle pazienti con sospetta endometriosi è l’eco-\ntomografia transvaginale (ETV). È una metodica dia-\ngnostica molto diffusa e di rapida esecuzione che pre-\nsenta un’elevata accuratezza: pur essendo “operatore-\ndipendente”, infatti, è molto precisa nella diagnosi del-\nle cisti endometriosiche e nella valutazione dell’endo-\nmetriosi del setto retto-vaginale e dei legamenti utero-\nsacrali. Permette, inoltre, di determinare l’estensione\ndella malattia, il volume, la forma, la localizzazione ed\nil contenuto delle lesioni e l’eventuale coinvolgimento\ndella parete rettale.\nL ’esecuzione di una chirurgia qualificata da parte di\noperatori esperti consente la risoluzione delle due con-\ndizioni più invalidanti dell’endometriosi, il dolore e\nl’infertilità. L ’esperienza dell’équipe chirurgica è ancora\npiù importante per il trattamento della DIPE, per la\nquale la rimozione completa di un nodulo endometrio-\nsico richiede tempi operatori e degenza ospedaliera più\nlunghi, con un rischio maggiore di complicanze. Risul-\nta chiaro, quindi, che una precisa diagnosi preoperato-\nria consente una maggiore predicibilità dei rischi e del-\nle complicanze del trattamento chirurgico dell’endo-\nmetriosi in generale, e della DIPE in particolare.\nL ’ETV è la metodica di scelta per lo studio dell’a-\nnatomia pelvica femminile, fondamentale nella dia-\ngnostica dell’endometriosi, e si è dimostrata utile nella\ndiagnosi delle formazioni posteriori. L ’obiettivo di\nquesto lavoro è testare l’accuratezza diagnostica della\nETV per la diagnosi di DIPE rispetto ai risultati chi-\nrurgici ed istologici, ed in rapporto alle dimensioni del\nnodulo endometriosico.\nPazienti e metodi\nDa dicembre 2008 a maggio 2010 presso il Dipar-\ntimento di Emergenza Ostetrica e Ginecologica, Me-\ndicina della Riproduzione ed Urologia del Policlinico\nUniversitario “Federico II” di Napoli sono stati raccol-\nti dati relativi a 128 pazienti con uno o più sintomi\nsuggestivi per la presenza di endometriosi esaminate\nmediante ecografia trans-vaginale. Le indicazioni all’e-\ncografia sono riportate nella Tabella 1. \nDurante il periodo in esame, delle 128 donne\nvalutate, 96 sono state candidate alla chirurgia lapa-\nroscopica e hanno costituito il campione dello stu-\ndio; l’età media di queste donne era di 33,6 (gam-\nma 18-48) anni.\nT ecnica ecografica\nLe indagini ecografiche sono state condotte una\nsettimana prima della seduta operatoria utilizzando un\napparecchio ecografico standard dotato di sonda tran-\nsvaginale di 6-8 MHz. L ’operatore non era a conoscen-\nza del risultato dell’esame clinico bimanuale, ma pote-\nva fare domande sulla sintomatologia presente. Non è\nstata effettuata alcuna preparazione intestinale.\nLe scansioni ecografiche longitudinali e trasversali\nhanno studiato in primis l’anatomia dell’utero e dell’o-\nvaio. Inclinando poi la sonda in direzione del retto è\nstato valutato il compartimento pelvico posteriore. Il\nparametro ecografico di riferimento era la presenza o\nmeno di noduli ipoecogeni di forma irregolare con or-\nletto esterno iperecogeno, localizzati posteriormente\nalla cervice uterina. Quando un nodulo veniva eviden-\nziato all’esame ecografico, l’operatore esercitava una\nleggera pressione con la sonda, onde valutarne la dolo-\nrabilità e la mobilità. \nLa diagnosi di DIPE è stata formulata quando una\ndelle strutture del compartimento posteriore mostrava\nlocalizzazioni endometriosiche.\nIn particolare, il retto-sigma è stato considerato im-\nplicato quando una massa ipoecogena irregolare, con o\n210\nM.L. Falco e Coll.\nTABELLA 1 - INDICAZIONI ALLA ETV PREOPERATORIA (128 PAZIENTI).\nIndicazione No (%)\nDismenorrea 65 51\nDolore pelvico cronico 52 41\nInfertilità 49 38\nDispareunia 41 32\nNodulo peritoneale palpabile 33 26\nDischezia 23 18\nValutazione di una cisti ovarica 19 15\nFollow-up per endometriosi 9 7\n\nsenza foci ipo- o iperecogeni, penetrava la parete inte-\nstinale, il normale aspetto ipoecogeno del retto-sigma\nera sostituito dalla massa tissutale anormale e le lesio-\nni situate sul colon sigmoideo o alla giunzione retto-\nsigmoidea obliteravano il normale piano adiposo pre-\nsente fra l’utero ed il retto-sigma.\nIl cavo di Douglas è stato considerato implicato\nquando l’utero, gli annessi ed il retto-sigma erano fu-\nsi insieme, con perdita totale di struttura peritoneale,\no quando i limiti peritoneali erano parzialmente iden-\ntificati, con eventuale presenza di liquido sospeso o\nraccolta.\nIl legamento utero-sacrale è stato considerato im-\nplicato quando era visibile e misurabile un nodulo o\nquando vi era ispessimento lineare ipoecogeno a mar-\ngini regolari o irregolari. Quando il legamento utero-\nsacrale era visibile e chiaramente delineato dalle strut-\nture adiacenti, il suo spessore era misurato nella parte\nprossimale, vicino all’inserzione sulla cervice.\nIl setto retto-vaginale è stato considerato implicato\nquando un nodulo o una massa veniva trovata sotto il\npiano orizzontale che passa attraverso il confine più\nbasso del labbro posteriore della cervice (sotto il peri-\ntoneo). \nLa vagina è stata considerata implicata quando il\nfornice vaginale posteriore era ispessito, con o senza\nzone cistiche tondeggianti anecogene.\nUna localizzazione endometriosica profonda era\ndefinita come isolata quando non era associata con\nnessuna delle altre localizzazioni pelviche profonde.\nLaparoscopia ed istopatologia\nIl campione di 96 pazienti è stato sottoposto a chi-\nrurgia laparoscopica. La laparoscopia prevedeva una\nfase iniziale diagnostica con definizione dello stadio\ndell’endometriosi, in linea con la classificazione del-\nl’American Fertility Society; in seguito all’evidenza di\nun nodulo endometriosico, poi, si procedeva alla ri-\nmozione di tutte le lesioni visibili, adoperando tecni-\nche diverse in base alla sede, alle dimensioni ed alla\nprofondità dell’invasione. \nT utti i campioni ottenuti sono stati sottoposti\nad esame istologico e la conferma diagnostica della\nDIPE è stata formulata quando tessuto endometriale\n(ghiandole e stroma) era trovato in almeno una lesio-\nne resecata, o quando la visualizzazione diretta di una\nlesione endometriosica profonda mostrava soltanto la\nfibrosi alla biopsia o non era bioptizzabile, ma alme-\nno un altro sito era interessato, o quando c’era obli-\nterazione completa del cul de sac secondario ad endo-\nmetriosi che era non resecabile (perché il chirurgo la\nconsiderava troppo rischioso o a causa del rifiuto pa-\nziente).\nAnalisi statistica\nLa sensibilità, la specificità, il valore predittivo posi-\ntivo e negativo e l’accuratezza diagnostica dell’ETV sono\nstati calcolati in relazione ai diversi reperti ed in base al-\nle dimensioni del nodulo endometriosico rimosso. Per\nvalutare la correlazione tra diagnosi e risultato istologico\nè stato utilizzato il metodo kappa di Cohen; l’entità del-\nla correlazione era: bassa con k<0,2; lieve con 0,2<k<0,4;\nmoderata con 0,4<k<0,6; buona con 0,6<k<0,8; molto\nbuona con 0,8<k<1 (secondo Landis e Koch). Il livello\ndella significatività corrispondeva a P<0,05.\nRisultati\nRisultati chirurgici e patologici\nSu 96 donne, in 76 casi (79,2%) è stato trovato al-\nmeno un focolaio endometriosico in almeno una posi-\nzione (ovaio, peritoneo o siti di infiltrazione profonda)\nall’esame istologico. In 18/76 casi (23,7%) si è reper-\ntata endometriosi pelvica profonda senza interessa-\nmento ovarico. \nL ’endometriosi profonda pelvica è stata diagnosti-\ncata in 52/96 (54,2%) casi; di questi, 36 (37,5%) era-\nno DIPE, 13 (13,5%) erano del compartimento ante-\nriore ed in 3 casi (3,1%) erano implicati entrambi i\ncompartimenti. L ’endometriosi pelvica profonda isola-\nta dei legamenti utero-sacrali, della vagina, del setto\nretto-vaginale e degli intestini era individuata in 14/76\n(18,4%), in 0/76, in 0/76 e in 4/76 (5,2%) pazienti,\nrispettivamente. \nDelle 76 pazienti con diagnosi di endometriosi pel-\nvica le patologie associate erano: una o più cisti endo-\nmetriosiche in 38 casi (39,5%); endometriosi perito-\nneale superficiale in 33 casi (34%); sactosalpingi od\nocclusione tubarica in 22 casi (23%); aderenze pelvi-\nche peritoneali in 19 casi (20%); miomi uterini in 17\ncasi (18%); endometriosi vescicale in 12 casi (12,5%);\ncisti ovariche non endometriosiche in 5 casi (5%); en-\ndometriosi intestinale superiore (sigma, intestino te-\nnue) in 2 casi (2%). \nFra le 20 pazienti senza endometriosi pelvica pro-\nvata sono state trovate: esame normale ( n=12), cisti\novariche funzionali ( n=5), tumori ovarici epiteliali\n(n=2) e idrosalpinge (n=1). \nNelle donne con reperti positivi alla ETV , il dia-\nmetro medio misurato dal patologo del nodulo endo-\nmetriosico localizzato nel comparto posteriore era di\n4,5±3,6 cm. Nei casi falsi negativi il diametro medio\nera di 2,3±1,3 cm. \nRisultati della ETV\nLe ETV hanno reso una diagnosi di endometriosi\npelvica in 77/96 pazienti (80,2%). I 3 risultati falsi ne-\n211\nRuolo dell’ecografia transvaginale nell’endometriosi profonda infiltrante posteriore\n\ngativi hanno interessato una donna con un endome-\ntrioma, diagnosticato come corpo luteo, e 2 donne con\nendometriosi pelvica profonda. Dei 4 casi falsi positi-\nvi, all’istologico si sono avuti un tumore mucinoso,\nuna cisti ed un fibroma ovarico; nel quarto caso il so-\nspetto interessamento del legamento utero-sacrale non\nè stato confermato istologicamente.\nAnalogamente, si è diagnosticata DIPE in 31/96\ndonne (32,3%). Dieci casi con risultati falso-negativi\navevano un interessamento isolato del legamento ute-\nro-sacrale. T utte e due le pazienti con risultati falsi po-\nsitivi non hanno mostrato interessamento del compar-\ntimento posteriore alla chirurgia. \nLe ETV hanno fatto diagnosticare endometriosi\ndel legamento utero-sacrale in 27/96 donne (28,1%).\nLo spessore medio dei noduli endometriosici del lega-\nmento utero-sacrale era di 8,6 mm (gamma, 5-14).\nDei 9 risultati falsi negativi, in 4 casi era presente ute-\nro-retroflesso. L ’unico falso positivo non aveva anoma-\nlie alla chirurgia e non è stato bioptizzato.\nLe diagnosi ecografiche di endometriosi vaginale\nsono state 4/96 (4,2%). I falsi negativi ed i falsi positi-\nvi erano 9 e 0, rispettivamente.\nI risultati positivi per endometriosi del setto retto-\nvaginale sono stati 3/96 (3,1%). T utte le 8 pazienti con\nrisultati falso-negativi avevano dimostrato anche inte-\nressamento del legamento utero-sacrale e/o del retto-\nsigma. Non sono risultate pazienti con falsi-positivi.\nInfine, le ETV hanno fatto diagnosticare endome-\ntriosi intestinale (retto-sigma e giunzione retto-sigmoi-\ndea) in 22/96 (22,9%) pazienti. T ra i risultati vero-po-\nsitivi vi era una forte correlazione fra i siti identificati\ndall’ETV e quelli trovati alla chirurgia. T re delle quat-\ntro pazienti con risultati falso-negativi avevano interes-\nsamento intestinale sospetto alla chirurgia ma non\nhanno subito la biopsia. La paziente col risultato falso\npositivo aveva adesione fra l’utero e gli intestini.\nUn totale di 3/52 donne (5,7%) con endometriosi\npelvica profonda aveva una combinazione di endome-\ntriosi pelvica anteriore e posteriore.\nObliterazione completa e parziale del cavo di Dou-\nglas è stata notata, rispettivamente, in 18 e 9 pazienti.\nDiscussione\nNella Tabella 2 vengono integrati i dati di stratifi-\ncazione delle formazioni endometriosiche dei casi di\nDIPE (indicati con una X) e i risultati delle ETV os-\nservati retrospettivamente nelle donne che hanno avu-\nto conferma istologica di DIPE (vendono indicati gli\nesiti ecografici per i singoli compartimenti).\nSulla base della Tabella 2 e di quanto detto pre-\ncedentemente, è stato possibile stratificare i valori\ndell’ETV in base ai risultati chirurgici osservati re-\ntrospettivamente. I risultati sono riportati nella Ta-\nbella 3.\nDalla Tabella 3 possiamo calcolare la sensibilità, la\nspecificità, i valori predittivi positivi e negativi e l’ac-\ncuratezza dell’ETV per la diagnosi di endometriosi. I\nrisultati sono riportati nella Tabella 4.\nConclusioni\nIn rapporto alla localizzazione anatomica delle for-\nmazioni endometriosiche, l’ETV offre una diversa sen-\nsibilità in base al compartimento interessato. \nLa sensibilità per la diagnosi dell’interessamento\ndel legamento utero-sacrale è relativamente bassa\n(74,2%). Questa discrepanza rispetto ai dati presenti\nin letteratura può essere spiegata con il piccolo nume-\nro dei legamenti utero-sacrali analizzati. \nLa sensibilità per la diagnosi del setto retto-vagina-\nle e dell’interessamento vaginale è bassa. L ’uso di una\nsonda ad alta frequenza potrebbe aumentare il rendi-\nmento diagnostico di queste lesioni sottili.\nL ’ETV ha una buona sensibilità per la diagnosi di\nendometriosi intestinale (84,0%). Questo esame, in-\nfatti, offre un’adeguata visione della parete del retto, e\nparticolarmente della giunzione retto-sigmoidea loca-\nlizzata vicino all’area retrocervicale, sito di localizzazio-\nne colo-rettale molto frequente. Con l’ETV non si è in\ngrado di identificare la DIPE del sigma, a causa della\ndistanza dalla sonda o alla presenza di materiale fecale.\nQuindi, l’ETV può essere considerata tecnica di ima-\nging di prima linea, ma per i casi dubbi di infiltrazio-\nne rettosigmoidale e per la determinazione della di-\nstanza dal limite più basso della lesione al margine ana-\nle prima della chirurgia vanno sicuramente prese in\nconsiderazione altre tecniche. L ’entità della correlazio-\nne tra diagnosi e risultato istologico è risultata buona\nsecondo Landis e Koch (k=0,7). L ’accuratezza media\ndell’ETV nella diagnosi di DIPE è legata alle dimen-\nsioni del nodulo, essendo particolarmente difficile la\ndiagnosi degli impianti più piccoli: noduli di diametro\ninferiore a 13 mm sono praticamente invisibili all’eco-\ngrafia. Infatti, nelle pazienti con reperti ecografici ne-\ngativi, il diametro medio del nodulo misurato dai pa-\ntologi era inferiore rispetto ai casi con reperti positivi.\nÈ giusto ipotizzare, quindi, che quanto maggiore sia la\nlesione, tanto più facile sia la diagnosi.\nAlcune condizioni anatomiche o patologiche (utero\nretroflesso, leiomiomi sottosierosi, cisti ovariche loca-\nlizzate in prossimità del legamento utero-sacrale) o lo-\ncalizzazioni particolari di nodularità endometriosiche\n(sigma, lontani dalla sonda o all’esterno della pelvi)\npossono compromettere il potere diagnostico dell’ETV .\nCosì come in sede chirurgica, anche in sede ecografica\nè difficile stabilire con certezza da quale struttura origi-\n212\nM.L. Falco e Coll.\n\n213\nRuolo dell’ecografia transvaginale nell’endometriosi profonda infiltrante posteriore\nTABELLA 2 - COMPARAZIONE FRA LA LOCALIZZAZIONE DI FORMAZIONI ENDOMETRIOSICHE  (INDICATE CON\nUNA X) ED I RISULTATI DELLE ECOGRAFIE TRANSVAGINALI.\nLegamento utero-sacrale Vagina Setto Retto-sigma\n1x  Positivo x Negativo x Negativo x Positivo\n2 x Negativo x Negativo Negativo x Negativo\n3x  Positivo Negativo x Negativo x Positivo\n4 Positivo Negativo Negativo x Positivo\n5 Negativo Negativo Negativo x Negativo\n6x  Positivo Negativo Negativo Positivo\n7x  Positivo x Negativo x Positivo x Positivo\n8 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n9 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n10 x Positivo x Negativo x Negativo x Positivo\n11 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n12 x Positivo Negativo Negativo x Positivo\n13 x Positivo Negativo Negativo Negativo\n14 x Positivo Negativo Negativo x Positivo\n15 x Positivo x Negativo x Negativo x Positivo\n16 x Positivo Negativo Negativo Negativo\n17 x Positivo Negativo Negativo Negativo\n18 x Positivo x Negativo x Negativo x Positivo\n19 x Positivo Negativo Negativo Negativo\n20 Negativo Negativo Negativo x Positivo\n21 Negativo Negativo Negativo x Positivo\n22 x Positivo x Negativo Negativo x Positivo\n23 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n24 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n25 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n26 x Positivo x Positivo x Negativo x Positivo\n27 x Positivo Negativo Negativo Negativo\n28 x Positivo Negativo x Negativo x Positivo\n29 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n30 x Negativo Negativo Negativo Negativo\n31 x Positivo x Negativo Negativo x Positivo\n32 x Positivo Negativo x Positivo x Negativo\n33 x Positivo Negativo Negativo x Positivo\n34 x Positivo x Positivo x Negativo x \nPositivo\n35 x Positivo Negativo Negativo x Positivo\n36 x Positivo x Positivo Negativo x Positivo\n37 x Positivo Negativo x Positivo x Negativo\n38 x Positivo x Positivo Negativo x Positivo\n39 x Positivo x Negativo Negativo x Positivo\nTABELLA 3 - RISULTANZA DELLE ETV IN BASE AI DATI ISTOPATOLOGICI.\nTOTALE      96 Diagnosi ecografiche Veri negativi Veri positivi Falsi negativi Falsi positivi \npositive VN VP FN FP\nEndometriosi pelvica 77 16 73 3 4\nD I P E 3 1 5 52 91 0 2\nLeg. uterosacrale 27 60 26 9 1\nVagina 4 83 4 9 0\nSetto retto-vaginale 3 85 3 8 0\nRetto-sigma 22 71 21 4 1\n\nni una lesione, dato che i noduli endometriosici tendo-\nno ad accrescersi coinvolgendo strutture adiacenti.\nDa questo lavoro emerge come l’ETV sia impor-\ntante nella valutazione preoperatoria di pazienti con\nsintomi suggestivi per sospetta endometriosi: essa con-\nsente di ottenere, infatti, informazioni attendibili sui\nnoduli endometriosici localizzati nel compartimento\nposteriore. La buona diffusione e disponibilità, la rapi-\ndità di esecuzione e l’ottimo rapporto costo-beneficio\nrappresentano altri vantaggi significativi di questo tipo\ndi indagine.\nIn conclusione, questo lavoro dimostra il valore\ndell’ETV per la diagnosi di DIPE ed essa dovrebbe\nrappresentare la prima modalità di immagine nella va-\nlutazione delle pazienti con sospetta endometriosi.\nL ’accuratezza di tale tecnica dipende, oltre che dalla\nconoscenza e dall’abilità del medico, anche dalle di-\nmensioni dei noduli endometriosici.\n214\nM.L. Falco e Coll.\nTABELLA 4 - SENSIBILITÀ, SPECIFICITÀ, VALORI PREDITTIVI POSITIVO E NEGATIVO ED ACCURATEZZA DELLA ETV\nPER LA DIAGNOSI DELLE DIFFERENTI LOCALIZZAZIONI DELL ’ENDOMETRIOSI PELVICA.\nLocalizzazione Sensibilità Specificità Valore Predittivo Valore Predittivo Accuratezza\ndella endometriosi (%) (%) Positivo (%) Negativo (%) (%)\nEndometriosi pelvica 96,0 80,6 94,8 84,2 92,7\nDIPE 74,3 96,4 93,5 84,6 87,5\nLegamento utero-sacrale 74,2 98,3 96,2 86,9 89,5\nVagina (sup. posteriore) 30,7 100 100 90,2 91,6\nSetto retto-vaginale 27,2 100 100 91,3 91,6\nRetto-sigma (intestino) 84,0 98,6 95,4 94,6 95,8\n1. Pescetto G., De Cecco L., Pecorari D., Ragni N. Ginecologia\ned Ostetricia. Società Editrice Universo, 2009.\n2. Clement MD. Disease of the peritoneum (including en-\ndometriosis). In Blaunstein’s Pathology of the Female Genital\nT ract (5\nth edn), Kurman RJ (ed.). Springer-Verlag: New York,\nNY, 2002; 729-789.\n3. Anaf V , Simon P , Fayt I, Noel J. Smooth muscles are frequent\ncomponents of endometriotic lesions. Hum Reprod\n2000;15:767-771.\n4. Chapron C and Dubuisson JB. Laparoscopic treatment of\ndeep endometriosis located on the uterosacral ligaments. Hum\nReprod 1996;11:868-873. \n5. Gruppo Italiano per lo Studio dell’Endometriosi. Relationship\nbetween stage, site, and morphological characteristic of pelvic\nendometriosis and pain. Hum Reprod 2001;16:2668-2671.\n6. Chapron C, et al. Anatomic distribution of deeply infiltrating\nendometriosis: Surgical implications and proposition for a\nclassification. Hum Reprod 2003;18:157-161. \n7. Chapron C, Dubuisson JB. Management of deep endometrio-\nsis. Ann N Y Acad Sci 2001;943:276-280. \n8. Bonte H, Chapron C, Vieira M, Fauconnier A, Barakat H,\nFritel X, Vacher-Lavenu MC, Dubuisson JB. Histologic ap-\npearance of endometriosis infiltrating uterosacral ligaments in\nwomen with painful symptoms. J Am Assoc Gynecol Laparosc\n2002;9:519-524.\n9. Guerriero S, et al. The role of endovaginal ultrasound in dif-\nferentiating endometriomas from other ovarian cysts. Clin Exp\nObstet Gynecol 1995;22:20-22. \n10. Nisolle M, Donnez J. Peritoneal endometriosis, ovarian en-\ndometriosis, and adenomyotic nodules of the rectovaginal sep-\ntum are three different entities [see comments]. Fertil Steril\n1997;68:585-596.\n11. Dessole S, Farina M, Rubattu G, Cosmi E, Ambrosini G,\nNardelli GB. Sonovaginography is a new technique for as-\nsessing rectovaginal endometriosis. Fertil Steril 2003;79:\n1023-1027.\n12. Bazot M, Cortez A, Darai E, Rouger J, Chopier J, Antoine\nJM, Uzan S. Ultrasonography compared with magnetic reso-\nnance imaging for the diagnosis of adenomyosis: correlation\nwith histopathology. Hum Reprod 2001;16:2427-2433.\n13. Adamson GD, Nelson HP . Surgical treatment of endometrio-\nsis. Obstet Gynecol Clin North Am 1997;24:375-409.\n14. Reich H, McGlynn F , Salvat J. Laparoscopic treatment of\nculde-sac obliteration secondary to retrocervical deep fibrotic\nendometriosis. J Reprod Med 1991;36:516-522.\n15. Chapron C, Fauconnier A, Vieira M, Barakat H, Dousset B,\nPansini V , Vacher-Lavenu MC, Dubuisson JB. Anatomical\ndistribution of deeply infiltrating endometriosis: surgical im-\nplications and proposition for a classification. Hum Reprod\n2003;18:157-161.\n16. Kupfer MC, Schwimer SR, Lebovic J. T ransvaginal sono-\ngraphic appearance of endometriomata: spectrum of findings.\nJ Ultrasound Med 1992;11:129-133.\n17. Ohba T , Mizutani H, Maeda T , Matsuura K, Okamura H.\nEvaluation of endometriosis in uterosacral ligaments by tran-\nsrectal ultrasonography. Hum Reprod 1996;11:2014-2017.\n18. Bazot M, Thomassin I, Hourani R, et al. Diagnostic accuracy\nof transvaginal sonography for deep pelvic endometriosis. Ul-\ntrasound Obstet Gynecol 2004;24:180-5. \n19. Valentin L. High-quality gynaecological ultrasound cah be\nhighly beneficial, but poor-quality gynaecological ultrasound\ncan do harm. Ultrasound Obstet Gynecol 1999;13:1-7. \n20. Vercellini P , et al. Deep endometriosis: definition and clinical\nmanagement. J Am Assoc Gynecol Laparosc 2004;11:153-61.\nBibliografia","source_license":"CC0","license_restricted":false}